Ning-Bo, Cina, 8 marzo 2015 – Oggi è il compleanno del mio babbo Mirko (auguri papi!) ed è la festa dell’altra metà del mondo (non proprio esatta perché, si sa, che generalmente tra lei e lui, crepa quasi sempre prima lui..).

Auguri a tutte le donne del mondo, quindi: a quelle che festeggiano, a quelle che non amano festeggiare, soprattutto a tutte quelle che vorrebbero festeggiare ma non possono per cause di forza maggiore. Siete tutte stupende!

PorcheCi metto anche gli auguri a mia moglie Cesy (così se stasera non riesco a far funzionare la scatoletta infernale almeno li leggerà da Popolis…), alla mia mamma, a mia suocera, a tutte le colleghe e a tutte le donne cinesi, che saranno un bel 750 milioni di persone, metti che qualcuna mi leggesse.. ..mimosa per tutte!!!.. idealmente.. perché verrebbe fuori un cifrone anche andando al banchettino zona stadio di Cremona che mi salva ogni anno verso sera nell’occasione…

Comincio da mio padre e dalle donne perché prima della mia partenza per la missione al presidio Cassa Padana in Cina il mio senior matusa mi ha raccomandato, lui vero cultore del genere e figlio di sarto da uomo: ”Prendi su qualche cravatta che per un uomo la cravatta è come il vestito per una donna: cambiala ogni giorno e farai bella figura!”.

Prese su cinque, messe.. nessuna finora, perché nella vita l’importante è capire il contesto… e qui di ambasciatori, consoli e cerimoniali vari neanche l’ombra… solo certosino lavoro di ricerca (fiere, aziende, contatti, traduzioni..) in DEDALO office.

La frase del babbo mi torna fragorosamente in mente stamattina quando, lasciato l’Hefeng Garden Hotel decido (da adesso scrivo al presente che è più pulp) di incamminarmi a piedi in modalità random per osservare la mia Cina dietro l’angolo e, a caccia di fototestimonianze, immortalo al volo, notandola già dall’altra parte della strada, una Porsche (credo si dica..Carrera?) bianca in fase di allestimento mi sembra scopo matrimonio, con un tizio che appiccica sulle fiancate dei fiori lilla-viola.

Da lontano mi sembra curioso-inquietante un dettaglio un po’ kitch di due orsacchiottini bianchi (immagino a rappresentare gli sposini, nel paese di kung fu panda ci può stare) seduti su un letto di fiori rossi ben accomodati al centro del cofano della Porsche.

CinaAllora mi avvicino e scopro che il dettaglio più significativo è un altro ed è di tipo umano.

Un cinese vestito in blu cerimonia continua a piegarsi sul cofano (non) aiutato dal compare: si chinano in due sul cofano, digitano sul cellu, osservano qualche secondo, si rialzano, traballano, fanno di no con la testa e poi ancora giù sul cofano. Ma cosa stanno facendo ?

Mi avvicino fino all’auto (bellina), sorridono, sorrido e capisco: non riescono a fare il nodo alla cravatta dello sposo !!! Ah, ah, ah.. bellissimo.. si potrebbe prematurare a nastro.. invece, altro flash: mi viene in mente il babbo che mi sistema il nodo della cravatta prima del mio matrimonio, prima del battesimo del Tommy, prima della Cresima e della Comunione (li magari c’avevo più il papillion..) prima delle feste comandate.

Il nodo della cravatta come occasione di contatto tra genitore e figlio, come momento di augurio e di confidenza pratica, di condivisione intergenerazionale (mamma mia!), di carezza, passaggio del testimone: ”vai, vai che così vai bene!”.

Mi commuovo ed entro in azione, missionario sulle strade di Ningbo, con una parente che, grata, mi sorride ed ha già capito tutto, ha capito che io risolverò loro il problemone!

Mi sorride ma intende forse 2 parole d’inglese 2 (il mio inglese maccheronico di sopravvivenza ha un lessico molto più vasto.. forse 50.. poi mi aiuto con improbabili perifrasi o più pratici gesti delle mani) però comincia a macchinare sul cellu, chiamando qualcuno. Boh.

Comunque ho deciso e mi lancio: ”wait, wait, i can help you!”

Sorridono, sorrido e inizio lo streap-tease: giù lo zainetto, mi tolgo anche il giaccone, mi guardano straniti, resto in magliunsin con 6 gradi di massima oggi, chiamo lo sposo, lo guardo, sorride, sorrido – don’t worry be happy – gli prendo la cravatta e me la cingo al collo.

Al tatto, come direbbero Cochi & Renato, ESSA rivela qualità non eccelsa, più che seta direi acrilico 100 %, con retrogusto di plastica.

Lo capisco quando, cercata la proporzione giusta tra parte larga e parte stretta da sovrapporre in reverse, parto con la manovra primo giro ok ma il secondo non mi viene, mi impasto col tessuto poco malleabile che scivola e non riesco a riprendere il bandolo da far passare in mezzo.

Rapido momento di calma e sangue freddo, e una dozzina di occhi cinesi addosso, imploranti.Io: “ok raga, adesso rifò, don’t worry be happy !”.  

Riparto con meno pretese e decido che farò un solo giro per raggiungere lo scopo, evitare la figure de merde internazionale e soprattutto rimettermi il giaccone, che’ il freddino umidoso si fa fastidiosello.

CinaEt voila’: le jeuxes son fait! Nodo fatto, tolgo dal mio collo il manu (?) fatto e lo posiziono intorno a quello del condannato. Passi per la cravatta, ma capisco che anche sulle camicie non è messo benissimo perché ha lasciato al suo posto la fascetta che nella confezione serve a tenere su il colletto.

Gli spiego che quella non serve più, e la butto.

Intanto è comparso (non mi ero accorto per la concentrazione sul compito) anche uno con la videocamera gigante in spalla che ha ripreso tutto, si son fermati anche altri 6 o 7 viandanti intorno a noi: non per la Porsche, ma per lo spettacolino dello sposo e del suo improvvisato Petronio di strada.

Cos’è, la CNN ?CCTV? NBGTV? No, piu’ semplicemente mi hanno messo nel filmino del matrimonio cinese degli sposi… sono praticamente andato a nozze in jeans e maglioncino, mio padre avrà da dire. Qualcosa di me resterà per sempre, nella nascente (meglio.. in un dvd della nascente) chinese family.

Un piccolo tocco di italian style ha colorato il cielo (qui anche oggi grigiolino pallido) della metropoli cinese. Resto in attesa di futuri riscontri di gloria e sequele blogghifare, ma intanto mi accontento della mia buona azione e del bel quadretto di umanità improvvisata ma sincera che non aggiungerà nulla ai rapporti Italia-Cina, ma ai miei ricordi idalho-cinesi, sì.

Vado fiero e pretendo anch’io un fotoricordo (gli scatti con me e lo sposo li ha fatti la parente incapace con la cravatta ma capacissima con la mia macchinetta infernale) e le presentazioni. Lo sposo, ora così ben agghindato, scappa via un attimo e ritorna con un pacchetto di sigarette che mi dona sorridendo.

Forse è un costume locale regalare tabacco? Boh, sorrido e lo ringrazio. Terrò il pacchetto così ben sigillato come soprammobile a casa o in ufficio come ricordo della bella esperienza, perché difetti ne ho tanti ma delle sighe apprezzo al massimo il packaging… bastava anche un caffè ma visto dove siamo… va bene così: xiexie.

Voglio però sapere come si chiamano lo sposo e la sposa: me lo dicono e (ovviamente) non capendo chiedo alla parente cellularizzata di scrivermelo sul cellu spiegandole che i nomi verranno riportati su un famoso sito web italiano.

Lui si chiama: HE. Come Egli in inglese. Lei si chiama WEI WEI YOU. Come wei-wei-you in cinese. Allora , auguri cari mr and mrs HE!

Non conosco la sposa (sarà una velina scosciata da Porsche o la Porsche e’ in affitto solo per oggi e invece la moglie se la cucca per sempre col pigiamone di pile incluso fin che morte non li separi?… non lo saprò mai) ma, almeno all’inizio, con durata variabile, son sicuro che ti farà sicuramente felice: ”have a nice life!”.

Mi allontano con il solito cenno della mano e il mio CIAO italiano (che dopo 5 giorni qui ho scoperto significa “ponte” quindi sto dando del ponte a un sacco di gente… ma magari, visti i ritmi di crescita locali lo prendono pure come un complimento) ma mister HE mi prende il braccio e sciorina un: ”And you? What’s your name ?“ in un inglese più approssimativo del mio.

Lo guardo teneramente negli occhi e sillabando bene gli dico : “Bye bye my name is… GIORGIO ARMANI!”.

4 Commenti

  1. Il solito grandissimo Italo, ti auguro una bellissima ed interessante esperienza.
    In attesa di leggere i sempre tuoi esilaranti racconti, ti invio un fortissimo abbraccio !!!
    Buona permanenza, Mari

Comments are closed.