Tempo di lettura: 3 minuti

Poncarale, Brescia. La baleniera del capitano Achab a caccia di Moby Dick, dall’immortale romanzo di Herman Melville, si arena nel grande cortile dell’oratorio di Borgo Poncarale venerdì 31 maggio alle ore 21, per un grande spettacolo teatrale che vedrà 100 studenti, divenuti marinai della baleniera Pequod, entrare in una splendida scenografia allestita ad hoc, per mettere in scena “Moby Dick la ballata della balena bianca”, elaborato da 80 studenti della scuola secondaria di Poncarale e 21 ragazzi del corso teatro di Pietro Arrigoni.

Ci voleva il genio creativo di Pietro Arrigoni, regista e formatore di pedagogia di teatro, per coinvolgere una ciurma di tanti studenti e insegnanti, caricarli in un viaggio metafisico, imbarcarli a bordo del romanzo di Melville, farli lavorare per un intero anno scolastico in cui recitazione, costumi, scenografie, musiche e fantasia sono divenuti progetto e materia scolastica formativa.

Nulla lasciato al caso o tralasciato, persino i costumi nati dalle mani abili delle sarte dell’’Istituto Vittoria Ranzetti, la onlus che opera nell’accoglienza di minori e donne, che hanno ridato una nuova vita ad abiti usati trasformandoli in giubbe e vestiti da marinai degni della baleniera di Achab.

Ismaele, l’unico marinaio sopravvissuto della baleniera a caccia di Moby Dick, ha ammaliato con il racconto della sua avventura un centinaio di studenti di Poncarale, ne è nato un progetto teatrale, parte formativa della Scuola di Teatro per ragazzi.

La Scuola di Teatro per ragazzi è un importante investimento culturale che da tre anni opera nella Provincia di Brescia e si impegna ad offrire non solo ai suoi cittadini ma a tutte le persone che vogliono mettersi in gioco ed innalzare la propria creatività attraverso il teatro. Un percorso formativo dedicato soprattutto ai ragazzi, dove il teatro diventa strumento di trasmissione di valori e arricchimento personale.

L’obiettivo del regista Pietro Arrigoni, alla guida di un gruppo di 21 allievi in collaborazione con 80 alunni dell’ Istituto Comprensivo di Flero plesso Scolastico Secondario di Primo grado di Poncarale, coordinati dalla prof.ssa Olivia Zoppini, è quello di allestire un grande spettacolo all’aperto, aperto a tutti. L’idea è quella di una messa in scena che rompe i confini prestabiliti del teatro quale luogo e si riversa con la progettualità condivisa con il territorio.Venerdì sarà il cortile dell’oratorio di Borgo Poncarale accoglie la storia raccontata attraverso gli occhi del narratore, Ismaele, l’unico passeggero della nave destinato a sopravvivere a questa spedizione mortale, e attraverso le parole. Il destino del resto dell’equipaggio è già segnato fin dall’inizio, ed è intuibile, palpabile attraverso l’atmosfera lugubre e umida dei legni di una nave all’apparenza fantasma, comandata dal maledetto capitano Achab.

Spettrali preghiere si alterneranno a canti allegri di marinai ubriachi di rum, che si leveranno dallo scheletro di un vascello sommerso dai flutti, tra legni fradici e spiriti di morte. L’attrazione oscura del mare è la metafora dell’imperscrutabilità del fato e la malata sete di vendetta trascinerà il capitano Achab in una sorta di pazza trance che filtra e deforma ogni cosa. Solo Ismaele, il narratore, sembra mantenere una sorta di autocontrollo sui fatti ma seguirà passivamente la sorte dei compagni, come un Dio che concede libero arbitrio agli uomini.

Un viaggio tra vascelli fantasma, equipaggi maledetti, sirene, madonne, balene pastori e menestrelli inevitabilmente metafisico, in cui il porto iniziale, solo alla fine si rivelerà essere il ventre del Grande Leviatano, il mostro marino descritto da Giobbe come “re su tutte le fiere più superbe”.

In corrispondenza al duecentesimo anniversario dalla nascita dell’autore Herman Melville, la proposta di messa in scena elaborata  con i 21 ragazzi di STR e gli 80 studenti della Scuola Secondaria di 1° grado di Poncarale  ha ottenuto il patrocinio dal Consolato U.S.A di Milano

CONDIVIDI
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *