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Dal 1948 c’è un campo in Libano accoglie i rifugiati che scappano dalle terre vicine.

Il campo si è ormai mischiato totalmente con la capitale libanese, senza che si riesca più a riconoscere un’entrata o un’uscita. Nel paese ci sono circa un milione di persone scappate dalla guerra in Siria. E’ il paese con più rifugiati al mondo in proporzione agli abitanti

Se non fosse per gli edifici sventrati che sovrastando tutta l’area ricordano la guerra di un tempo, il suq di Shatila potrebbe sembrare per un attimo il mercato di una qualunque grossa megalopoli di un Paese povero.

Invece no, è un grande campo profughi palestinese nel cuore di Beirut, in Libano. Dove dal 1948 si accolgono i rifugiati che scappano dalle terre vicine. Un campo che ormai si è mischiato totalmente con la capitale libanese, senza che si riesca più a riconoscere un’entrata o un’uscita.

Disuguaglianza a cielo aperto. Tra le vie di Beirut ricchezza e povertà si alternano di continuo e il suq fa quasi dimenticare il lungomare, lontano appena qualche chilometro, nella zona settentrionale della città. Tra le zone più povere, appunto, c’è Shatila.

L’identikit dei campi: i dati. Per le Nazioni Unite oggi in Libano c’è circa un milione di persone scappate dalla guerra in Siria. Tra loro anche palestinesi, che prima erano ospitati in Siria all’interno di campi profughi dell’agenzia Onu Unrwa. Famiglie in fuga continua: prima dalla guerra con Israele nel 1948, poi dal conflitto siriano. Complessivamente, in Siria si contano 12 campi per la popolazione palestinese.

Di nuovo in Siria. Da qualche tempo a questa parte, complice una parvenza di conflitto meno cruento, alcuni siriani e siriani di origine palestinese hanno cominciato a tornare indietro. Anche perché in Libano per i palestinesi è pressoché impossibile ottenere un normale contratto per lavorare. E così, secondo l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), nel corso del 2018 almeno 17 mila profughi sono rientrati in Siria (nel 2017 lo avevano fatto altri 17 mila).

Il contesto. Il Libano, dove vivono circa 4,5 milioni di persone, è la nazione con più rifugiati al mondo in proporzione al numero di abitanti. Stando all’ultima indagine dell’Unhcr, fatta tra più di 2 mila rifugiati siriani in Libano, Giordania ed Egitto, oltre il 70% vuole tornare in Siria. Il concetto stesso di identità libanese, del resto, è da sempre molto fluido. Oltre ai rifugiati, infatti, sul territorio si trovano, tra gli altri, sciiti, sunniti, maroniti, drusi, cristiano-maroniti, ortodossi siriaci, armeni ortodossi.

L’articolo integrale di Lorenzo Bagnoli (da Beirut, Libano)Libano, i rifugiati siriani visti dal campo di Shatila , può essere letto su Osservatorio Diritti.

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Redattore Sociale
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