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Pavia. L’anno 568, quando i Longobardi guidati da Alboino varcarono le Alpi Giulie e iniziarono la loro espansione sul suolo italiano, l’unità politico-amministrativa della Penisola, raggiunta e sancita al tempo di Augusto veniva spezzata dall’ingresso di un popolo “invasore”.

La più importante mostra mai realizzata sui Longobardi, un popolo che cambia la storia, “invade” il castello Visconteo di Pavia sino al 3 dicembre, con oltre 300 opere provenienti da più di 80 Musei ed enti prestatori italiani e stranieri in mostra per svelare la grande storia dei Longobardi.

Un viaggio attraverso i momenti cruciali della saga longobarda reso ancora più unico dagli approfondimenti multimediali che accompagnano il visitatore in mostra: ologrammi, video  e touchscreen.

Un grande evento internazionale in tre sedi, la cui prima tappa è proprio Pavia che torna ad essere idealmente capitale, per una delle più originali mostre mai realizzate sui Longobardi. La mostra si sposterà poi a Napoli, al Museo Archeologico Nazionale: 15 dicembre 2017 – 25 marzo 2018 e a San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage: aprile – giugno 2018.

La collaborazione internazionale dei tre musei è alla base della realizzazione di una mostra che, per gli studi scientifici svolti, l’analisi del contesto storico italiano e più ampiamente mediterraneo ed europeo, per gli eccezionali materiali esposti, quasi totalmente inediti, e per le modalità espositive, si preannuncia “epocale” .

Si tratta del punto di arrivo di oltre 15 anni di nuove indagini archeologiche, epigrafiche e storico-politiche su siti e necropoli altomedievali, frutto del rinnovato interesse per un periodo cruciale della storia Italiana ed europea.

Una mostra dove Pavia torna capitale del “Regnum Langobardorum” e Napoli si fa portavoce del ruolo fondamentale del Meridione nell’epopea degli “uomini dalla lunghe barbe” e nella mediazione culturale tra Mediterraneo e nord Europa.  Ruolo, identità, strategie, cultura ed eredità del popolo longobardo che nel 568 inizia la sua espansione sul suolo italiano: una terra divenuta crocevia strategico tra Occidente e Oriente, un tempo cuore dell’Impero Romano e ora sede della Cristianità, ponte tra Mediterraneo e Nord Europa.

Con queste premesse la mostra, che ha un corpus espositivo unitario per le tre sedi e alcune specifiche varianti legate alle peculiarità dei luoghi e alla necessità di alternare taluni oggetti, si sviluppa in otto sezioni, con un allestimento di grande fascino e di assoluta novità nel campo archeologico, che incrocia creatività, design e multimedialità.

Dal cupo contesto in cui s’innesta in Italia l’arrivo dei Longobardi ai modelli insediativi ed economici introdotti dalla loro presenza. Dalle strutture del potere e della società nel periodo dell’apogeo alle testimonianze della Longobardia Meridonale tra Biziantini e Arabi, principati e nuovi monasteri.

Straordinaria è la testimonianza in mostra di numerose necropoli recentemente indagate con metodi multidisciplinari e mai presentate al pubblico, che consentono una ricostruzione estremamente avanzata della cultura, dei riti, dei sistemi sociali ma anche delle migrazioni delle genti longobarde, provate grazie a sofisticate e innovative analisi di laboratorio del DNA e sugli isotopi stabili (elementi in traccia nelle ossa, lasciate dall’acqua e dall’alimentazione) effettuate per esempio su ritrovamenti recenti in Ungheria.

La grande epopea longobarda si ripercorre in mostra anche grazie alle suggestioni offerte da un allestimento originalissimo, basato su evocazioni cromatiche e grazie a supporti e soluzioni tecnologiche multimediali, virtuali e immersive che offriranno suggestioni e molteplici contenuti.

A Pavia, il percorso non può che concludersi nella sezione permanente dei Musei Civici nel Castello dedicata alla Pavia Longobarda, ricca di alcuni noti capolavori come il sarcofago di Teodote e introdotta nell’occasione, e poi in via definitiva, da incisioni seicentesche che documentano la fortuna longobarda e contributi multimediali altamente innovativi, a partire dalla ricostruzione a volo d’uccello della città del tempo, di cui non rimangono tracce in alzato ma molti tesori da scoprire.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.