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Gattatico, Reggio Emilia.  Quello di Fiammetta Mamoli è un grande progetto fotografico realizzato a Parma e dedicato a persone che transitano sui bus o che sono in attesa alle fermate. Una mostra organizzata e promossa dall’Istituto Alcide Cervi nell’ambito del Circuito off di Fotografia Europea, dal 21 aprile al 19 maggio nelle sale del Museo Cervi.La mostra espone alcuni degli oltre 600 scatti realizzati in centro città a persone delle più diverse nazionalità che condividono gli stessi spazi. In alcuni casi tra chi è in attesa sotto la pensilina o seduto accanto nel bus, sembrano esserci distanze incolmabili.

L’inaugurazione sabato 21 aprile alle ore 11 prevede un incontro aperto sui temi dell’integrazione e della multiculturalità e una visita guidata al Museo Cervi.

Nella mostra le sagome si sovrappongono, ma questa vicinanza non fa mai pensare ad un incontro, hanno sguardi che attraversano lo spazio e pensieri che corrono lontano. Al contrario c’è chi pare si sia voluto incontrare proprio lì, andando a colmare ogni possibile distanza, in uno spazio urbano che diventa luogo famigliare di aggregazione e condivisione.

Osservando queste attese, gli incontri, le vicinanze tra individui di etnia così diversa che ci raccontano storie di mondi lontani ma anche di quotidiane emozioni e complicità, si potrebbe pensare che un profondo cambiamento sia avvenuto, che un’integrazione culturale sia già in atto, che forse ogni distanza sia stata colmata.

Dal latino mŏvēre: muovere, mutare, allontanare, intraprendere, ma anche emozionarsi, commuoversi, appassionarsi…e menti : pensieri, sensazioni, storie, vite di persone che si spostano da un posto all’altro. Questo progetto nasce da un particolare interesse per le persone in attesa alle fermate o che transitano sui bus, dirette verso ignote destinazioni . Le fotografie in mostra, per lo più scattate sul lungo Parma dove le fermate sono numerose e sempre molto frequentate, sono state selezionate tra più di 600 scatti realizzati in un periodo di circa 4 mesi, da settembre a dicembre 2017 e più sporadicamente nei mesi successivi.

Fin dall’inizio è stato evidente che fotografare questi luoghi offriva un punto di osservazione significativo sulla realtà sociale di Parma, sempre più caratterizzata dalla multiculturalità. Le immagini scelte per l’esposizione sono tra quelle che meglio rappresentano questo articolato contesto sociale, in cui i maggiori utilizzatori del servizio pubblico sembrano essere stranieri. Più che in altri spazi urbani le fermate e i bus sono diventati luoghi di incontro e prossimità per individui di etnie diverse oltre che essere, come sempre è stato, luoghi di aggregazione privilegiati soprattutto per i giovani.

Le foto sono state realizzate per lo più a distanza ravvicinata e molte delle immagini esposte ritraggono persone che si guardano o ci guardano. In alcuni casi tra chi è in attesa sotto la pensilina o seduto accanto nel bus, sembrano esserci distanze incolmabili. Le loro sagome si sovrappongono, ma questa vicinanza non fa mai pensare ad un incontro, hanno sguardi che attraversano lo spazio e pensieri che corrono lontano. Al contrario c’è chi pare si sia voluto incontrare proprio lì, andando a colmare ogni possibile distanza, in uno spazio urbano che diventa luogo famigliare di aggregazione e condivisione.

Fiammetta Mamoli è nata a Mandello del Lario (LC) e vive a Parma dal 1970. Ha lavorato in varie biblioteche dell’Ateneo parmense ed è stata responsabile del Sistema bibliotecario dell’Università di Parma fino al 2015. Da sempre appassionata di fotografia, in questi ultimi anni si dedica con maggior assiduità alla ricerca fotografica, frequentando corsi di  perfezionamento, partecipando a concorsi fotografici e seguendo le attività del Gruppo fotografico Obiettivamente.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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