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“Gabbie di proprietà, decorose e non affollate”, per i “Diamanti di Gould”.
Per una vetrina espressa a qualificazione di un proprio impegno di cura verso questi animali e per un’opportunità, pure, rivolta a chi se ne fosse voluto impratichire, le condizioni dei partecipanti all’evento immerso nei colori esotici di questi volatili, erano, fra l’altro, rappresentate da tali semplici prescrizioni.

E’ stata puntualmente raggiunta la diciottesima edizione per il tradizione appuntamento che il 2019 ha profilato nella ricorrente manifestazione dedicata a tali pennuti, in un impegno di inizio settembre, sviluppato dall’Associazione Ornitologica di Franciacorta, con sede a Travagliato. Località nella quale la mostra di numerosi esemplari del “Diamante di Gould” ha avuto luogo nel palacittà del centro sportivo, abitualmente a riferimento delle attività ippiche locali.

Si è trattato delle selezioni inerenti le varie caratteristiche riscontrabili a carico di questa peculiare famiglia di uccelli passeriformi dal nome dell’ornitologo John Gould (1804 – 1881) riguardo i quali questa iniziativa nazionale ha coinvolto nel territorio bresciano una settentina di appassionati allevatori provenienti da varie parti d’Italia.

I luoghi dell’ippica, al momento assenti sul posto i cavalli, pare abbiano metaforicamente messo le ali, destinando ad una sorta di immaginario cavallo alato il mitologico materializzarsi di un non dichiarato “Pegaso”, nelle peculiarità sportive del territorio dove non sono estranee le risorse utili per esprimere pure manifestazioni d’alto livello, anche del tutto svincolate all’affermato settore equestre del luogo che, a sua volta, sancisce, in simbiosi con il nome stesso della località, la denominazione di una fiera di cavalli, conosciuta anche dai non addetti ai lavori.

La variegata tavolozza degli esili e miti “Diamanti di Gould” pare abbia accompagnato lo strascico estivo di un settembre ripiegato nell’involuzione stagionale tonalità di contesto più spente e manifestatamente maggiormente soffuse nel tempo incombente, per riaccendere, invece, il tripudio di un vivo cromatismo pigmentato, anche dai temi coloristici più caldi ed appariscenti di una vivace stagione, intesa nella versione esuberante della sua ormai compiuta portata prorompente.

Una compenetrazione cromatica, all’evidenza presente in esemplari, valutati a tutto tondo, oltre l’artistico colore del vestimento, da una apposita giuria, in relazione a “struttura, colore, disegno, piumaggio, portamento ed adattamento”, fino a tracciare la linea del totale, pure codificato nel parametro, analogamente in pari termine considerato, di “condizione generale”.

Serie e categorie, previste a concorso, hanno catalizzato la laboriosa attività di valutazione degli appassionati dei “Diamanti di Gould”, fino all’assegnazione dei riconoscimenti, segnatamente espressi anche nella varietà delle coccarde multicolori allestite in sede, per le corrispondenti prerogative considerate, rispettivamente traccia visibile di allegorie proprie degli esemplari, fra gli altri ancora, “ancestrale”, “petto bianco pastello”, “pastello”, “bruno”, “avorio”, “avorio petto bianco” e “lutino Blu”, a loro volta a “testa rossa, nera e gialla”, a seconda, cioè, di come il volatile faccia sfoggio di sè, per il verso di una naturale ed autentica decorazione originale dei propri profili, come se fossero indelebilmente dipinti dall’estrosa fantasia coloristica di un sempre ingegnoso autore.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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