Cremona – Alla Galleria Il Triangolo, un’indagine sul mascheramento, visto attraverso gli occhi degli artisti Chicco Chiari, Massimiliano Roncatti, Stefano Ruggia, Alberto Setti e Costanza Vaccaro.

Curata da Francesco Mutti, in collaborazione con il DAV – Dipartimento di Arti Visive di Soresina e con il Comune di Cremona, l’esposizione avrebbe dovuto aprire i battenti nei primi giorni di marzo 2020, proprio quando è scoppiata l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, evento drammatico che ha sconvolto la vita di ognuno di noi.

Per cautelarci ci siamo rinchiusi nelle nostre case, divenute fortezze, mentre, per affrontare il mondo esterno, siamo stati costretti ad indossare ogni giorno una maschera, vera, reale, gravosa.

Abbiamo sperimentato il peso dell’anonimato e della claustrofobica sensazione dell’aria appesantita dal nostro respiro, provando cosa significa celare davvero la propria identità e nascondersi agli occhi degli altri, per proteggere la nostra vita, quella di chi ci è caro e quella anche di chi ci è del tutto sconosciuto, senza fare alcuna distinzione.

L’apertura di COSPLAY, che sull’idea del mascheramento aveva già molto da dire prima della quarantena, diventa adesso un importante segnale di rinascita per la città di Cremona.

Attraverso tecniche differenti (pittura digitale, fotografia creativa, scultura e installazione), gli artisti coinvolti danno corpo all’indagine sull’idea di mascheramento che la società da sempre porta con sé, rivelando il carattere antropologico del celarsi dietro uno schermo, ora protettivo, ora rafforzativo.

Oltre ad essere un progetto di sensibilizzazione su talune specifiche dell’essere umano, sulla sua condizione di appartenenza a contesti sociali inclusivi o meno, COSPLAY è però anche un progetto artistico sulla leggerezza, sulla spensieratezza, sul ricordo delle ore più liete della fanciullezza trascorse nel fantasticare di mondi sconosciuti, di eroi, come quelli dei fumetti o delle saghe cinematografiche.

In questo senso la mostra avrà modo di raccontare con il sorriso sulle labbra ciò che è accaduto negli ultimi cinquant’anni alla società di cui facciamo parte, offrendo al contempo gli strumenti utili per una riflessione più profonda sull’idea di travestitismo e delle sue diverse facce.

L’unità di intenti tra il Triangolo e il DAV – Dipartimento di Arti Visive di Soresina permette la creazione di un patto sinergico sull’arte contemporanea che, per questo evento, vede anche il significativo apporto del Comune di Cremona.

 

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