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Ferrara – De Nittis e la rivoluzione dello sguardo ospitata a Palazzo Diamanti rilegge la parabola creativa dell’artista da una prospettiva che evidenzia l’originalità della sua arte e il suo modo, per certi versi inedito, di guardare la realtà e tradurla con immediatezza sulla tela per mezzo di inquadrature audaci, tagli improvvisi, prospettive sorprendenti affiancate a una sapiente resa della luce e delle atmosfere.

Che si tratti di paesaggi assolati del sud Italia, di ritratti o delle affollate piazze di Londra e Parigi, De Nittis ha lasciato una serie di istantanee che rappresentano il mondo nel suo apparire fugace e transitorio, partecipando attivamente a quel “nuovo sguardo” che apre la strada alla modernità.

 Giuseppe De Nittis: Il salotto della principessa Mathilde, 1883. Olio su tela, cm 74 x 92,5. Barletta, Pinacoteca Giuseppe De Nittis
Giuseppe De Nittis: Il salotto della principessa Mathilde, 1883. Olio su tela, cm 74 x 92,5. Barletta, Pinacoteca Giuseppe De Nittis

Pur senza dimenticare le esigenze del mercato e facendosi interprete del gusto delle esposizioni universali, attraverso un linguaggio teso alla sperimentazione e una sensibilità ottica affine a quella degli amici Manet, Degas e soprattutto Caillebotte, De Nittis ha abbracciato quella “rivoluzione dello sguardo” che segna l’avvento della modernità in arte, a cui nella Parigi di fine Ottocento contribuisce il confronto tra la pittura e i codici della fotografia e dell’arte giapponese che De Nittis studiò e collezionò.

A confermarlo, in mostra, è l’affiancamento dei suoi dipinti a fotografie d’epoca firmate dai più importanti autori del tempo – da Edward Steichen a Gustave Le Gray, da Alvin Coburn a Alfred Stieglitz – oltre ad alcune delle prime immagini in movimento dei fratelli Lumière. Prende vita così un percorso avvincente scandito da centosessanta opere provenienti da importanti collezioni pubbliche e private d’Italia e d’Europa, volto a mettere in evidenza il contributo dell’artista alla comune creazione del linguaggio visivo della modernità.

Giuseppe De Nittis: Westminster, 1878. Olio su tela, cm 110 x 192. Courtesy Marco Bertoli
Giuseppe De Nittis: Westminster, 1878. Olio su tela, cm 110 x 192. Courtesy Marco Bertoli

Organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, in collaborazione con il Comune di Barletta, la mostra nasce dal rapporto di interscambio culturale instauratosi tra due istituzioni civiche simili per storia e natura: il Museo Giovanni Boldini di Ferrara e la Pinacoteca De Nittis di Barletta.

Grazie all’accordo tra i due musei, Barletta, città natale dell’artista, ospiterà nella prestigiosa sede di Palazzo della Marra un nucleo di dipinti e di opere grafiche di Giovanni Boldini, mentre a Ferrara verrà presentata una selezione di opere del pittore pugliese, tra cui figurano alcuni dei suoi capolavori.

"Le Brick au clair de lune". Photographie de Gustave Le Gray (1820-1884). Tirage sur papier albuminé. 1856-1857. Bibliothèque historique de la Ville de Paris. Bibliothèque historique de la Ville de Paris.
Gustave Le Gray : Barca al chiaro di luna, 1856-57. Stampa su carta all’albumina, cm 29,6 x 41,1. Parigi, Bibliothèque Historique de la Ville de Paris

La rassegna sarà accompagnata da un catalogo illustrato che, grazie all’apporto di insigni studiosi, approfondirà alcuni temi ancora poco indagati come il rapporto tra l’artista e la fotografia coeva, l’interazione con le dinamiche del mercato che hanno segnato la fin-de-siècle e il ruolo decisivo della moglie Léontine nella carriera del pittore

 

 

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