Cremona – Qualche problema di salute, impegni relativi ad altre iniziative, mi hanno tenuto lontano dalle notizie riguardanti il Museo del lino di Pescarolo e, in modo specifico, la mostra inaugurata nella mattinata di domenica 4 febbraio nella Sala Alabardieri del Comune di Cremona, dal titolo “…non solo lino”.

Un’iniziativa che vuole essere un viaggio nella tradizione contadina del nostro territorio, voluta dal Gruppo Fotografico Cremonese ADAFA (sodalizio cremonese fra artisti e amatori d’arte), con il Patrocinio del Comune di Cremona e del Museo del lino. Assieme ad altre iniziative, la mostra ha l’obiettivo di riempire un vuoto culturale in città dopo la chiusura di mostre precedenti.

In merito uno degli autori Davide Volpi ci ha parlato del lavoro fatto con gli altri autori delle fotografie, Tiziana Coppetti, Alberto Bruschi e Vito Gerevini: “Partendo da come lo sviluppo di un idea fotografica parta da un progetto vago, che si affina sempre più se poi il fine è farne una mostra. Abbiamo visitato altri musei – precisa Volpi – ma abbiamo ritenuto questo più idoneo alle nostre finalità, essendo poco frequentato, avendo ampi spazi e grande disponibilità dei volontari ad assecondare le nostre richieste. Venendo poi a conoscenza del contenzioso in corso con il comune di Pescarolo, scoprivamo senza accorgercene, che potevamo aggiungere alla realizzazione del nostro progetto un secondo obiettivo e precisamente quello di dare una mano al Museo, facendo conoscere la realtà, anche attraverso una mostra fotografica , da fare a Cremona.

Restava però il quesito sul dove – precisa lo stesso – a questo punto venivano utili gli accordi che il Presidente del circolo Mino Boiocchi e la Presidentessa ADAFA Raffaella Barbierato avevano da poco stipulato con il comune per l’utilizzo, in alcuni periodi dell’anno, della sala Alabardieri per delle mostre e che al momento dava la disponibilità di uno spazio proprio nel mese di febbraio. Il tempo era limitatissimo, ma la voglia di fare ci è stata di grande aiuto“.

A completare il tutto – precisa Volpi – abbiamo poi trovato la disponibilità dei responsabili del Museo del lino per esporre alcuni pezzi originali e foto d’epoca, raggiungendo così due obiettivi: un’idea reale di quel periodo e far diventare quegli oggetti, attraverso gli occhi di un fotografo dei giorni nostri, simboli astratti di un passato lontano, ma sempre suggestivo”.

Assente domenica 4 febbraio all’inaugurazione, mi ero ripromesso, quanto prima, di trattare l’argomento, andando direttamente a visitare la mostra, cosa che ho potuto finalmente fare nel pomeriggio di martedì 6. Una bella esposizione allestita in modo semplice e spazioso con tanta luce che consente di prendere visione di oltre 40 fotografie e articoli vari esposti in nove vetrinette.

Alcune foto, realizzate con giochi di luce particolari, realizzati con passione da mani esperte, mi portano inevitabilmente a ricordare un aneddoto e precisamente quella sera che la bibliotecaria al momento di chiudere, rimase spaventata da quegli sbalzi di luce e, non informata del lavoro che si stava facendo all’interno del Museo, considerati i tempi, non ebbe esitazione a chiamare i carabinieri.

Ora abbiamo avuto modo di vedere con piacere i risultati di quegli sbalzi di luce e i complimenti vanno agli autori delle fotografie e a chi ha provveduto all’allestimento della mostra. Da quanto saputo dalla stampa locale, inevitabili, nei discorsi fatti, sia dalla Presidente dell’ADAFA, Raffaella Barbierato che dal Sindaco Galimberti, i riferimenti al contenzioso del Museo con il comune di Pescarolo ed Uniti, e per tutti, vale l’auspicio che un patrimonio museale e documentario così importante, raccolto e curato con tanta passione, non si disperda ma sia invece ulteriormente valorizzato.