Forlì – Finalmente ci siamo. La mostra dedicata all’eroe omerico, figura mitologica che condensa in sé i destini umani, ha aperto nuovamente le porte ai visitatori, dopo il lockdown che ha interdetto al pubblico anche i luoghi della cultura e dell’arte, e verrà eccezionalmente prorogata sino al prossimo 31 ottobre. Assieme alla mostra riaprono anche i Musei della città.

La riapertura dell’esposizione “Ulisse. L’arte e il mito”, ospitata presso i Musei San Domenico, a cura della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con il Comune di Forlì, è il miglior segnale della ripresa della vita della città.

Giorgio De Chirico, Le muse inquietanti, 1924, olio su tela. Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Giorgio De Chirico, Le muse inquietanti, 1924, olio su tela. Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

Un simbolo di speranza e di fiducia. Ripartire con la cultura significa ripartire dalla nostra identità profonda, dai tesori della nostra civiltà e dalla volontà di futuro della nostra società.

Non è mancata, in questi mesi la possibilità di ripercorrere “virtualmente” l’itinerario della mostra, di conoscerne e approfondirne i contenuti, grazie alle innumerevoli iniziative digitali realizzate e promosse direttamente dalla Fondazione e grazie all’intensa partecipazione del pubblico registrata sui Social Media.

La cultura non si è mai fermata nonostante la grande emergenza, ma ora abbiamo la possibilità di tornare a vedere e ammirare di persona i capolavori dell’arte della mostra, di gustarne la bellezza, con lo sguardo della mente e del cuore.

Lo si fa oggi in sicurezza, con la cautela e la prudenza necessarie in questa fase di riavvio, in ottemperanza ai dispositivi di legge e nella consapevolezza che quello che ci apprestiamo ad affrontare rappresenta per tutti un nuovo inizio.

- John W. Waterhouse, Circe invidiosa, 1892, olio su tela. Adelaide, Art Gallery of South Australia
– John W. Waterhouse, Circe invidiosa, 1892, olio su tela. Adelaide, Art Gallery of South Australia

E’ già quindi possibile accedere alla mostra nel rispetto delle misure sanitarie e di sicurezza previste dalle normative del Governo e delle indicazioni fornite dal Comitato tecnico scientifico presso il Dipartimento della Protezione Civile (verbale n.66), che prevedono il distanziamento tra i singoli visitatori, entrate dilazionate e sanificazione degli spazi comuni fruibili da parte del pubblico, oltre all’adozione dei necessari dispositivi di protezione personale.

Attualmente, le sale del San Domenico ospitano oltre 200 opere tra le più significative, dall’antico al Novecento, suddivise in 16 sezioni, ad esplorare il mito di Ulisse nell’arte, in un percorso museale che ricomprende pittura, scultura, miniature, mosaici, ceramiche, arazzi e opere grafiche e che si snoda attraverso i più grandi nomi di ogni epoca.

Riprende, dunque, il viaggio nell’arte alla scoperta dei capolavori che dall’VIII secolo a.C. ai giorni nostri hanno scandagliato il mito dell’eroe “multiforme e ne hanno raccontato la storia. Le storie.

A partire dall’Ulisse di Sperlonga, opera in marmo risalente al I sec d.C., immagine simbolo della grande mostra, e dalla Afrodite Callipige dell’antichità.

Nella suggestiva cornice del San Giacomo sarà possibile ammirare il Concilio degli dei di Rubens, e via via la Penelope del Beccafumi, la Circe invidiosa di Waterhouse arrivata dall’Australia, fino a Le muse inquietanti di De Chirico, all’Ulisse di Arturo Martini e al cavallo statuario di Mimmo Paladino.

Ad aprire il viaggio è la nave greca arcaica di Gela, tra le più antiche del mondo, di cui è presente l’ossatura portante, databile tra il VI e il V secolo a.C., rinvenuta nel 1988 nel mare di Contrada Bulala, al largo di Gela, a cinque metri di profondità.

Le parti recuperate raggiungono una lunghezza massima di 17 metri e una larghezza massima di 4,30.

Uno dei più emblematici ritrovamenti subacquei del patrimonio archeologico del Mediterraneo antico che ci consente di conoscere non solo le caratteristiche dell’imbarcazione, ma la storia stessa della navigazione e le tecniche di costruzione navale impiegate dalle maestranze greche.