San Secondo Parmense (Parma) – “Conoscere per amare”: Museo Arte Oleariasi fonda su questo principio la filosofia della famiglia Coppini, le cui radici affondano nel terreno argilloso della food valley, dove è nato il centro culturale dell’olio e dell’olivo, di recente riaperto. Il polo museale dedicato interamente alla tradizionale arte olearia, nota nel territorio parmense sin dai tempi antichi -per diffondere la conoscenza di un prodotto e di un mondo che è arte, è una realtà importantissima per il comprensorio territoriale che conferma Parma capitale della cultura del cibo.

I popoli del Mediterraneo hanno acquisito la civiltà anche grazie all’olio, alimento capace di ispirare un’arte – Arte Olearia appunto – la cui aura illumina la storia, dalla mitologia più antica fino ai giorni nostri. Antichi documenti d’archivio testimoniano che l’olivo era coltivato nel Parmense – dove ancor oggi permangono alcune piante superstiti – fin dal XII secolo.

In una zona da sempre vocata all’agroalimentare
, il Podere Fieniletto e un casello ottocentesco per la produzione del Parmigiano Reggiano sono stati trasformati da Anita e Americo Coppini, oliandoli dal 1946, per accogliere un percorso dedicato all’olivo, albero sacro in tutte le civiltà, simbolo di pace e dialogo, fonte di sostentamento, sapore, cura del corpo e dello spirito, luce. La passione dei fondatori continua a vivere oggi, dopo tre generazioni, nel cuore della famiglia, in cui è depositata profondamente l’idea che “la conoscenza” sia l’elemento primo e ineliminabile per apprezzare le caratteristiche di un prodotto.

MUSEO OLEARIO 160L’attuale mission del MuseoAgorà Orsi Coppini è veicolare la cultura dell’olivo. Inoltre, grazie all’intelligente articolazione degli spazi, si propone come luogo in cui condividere con gli estimatori dell’extravergine l’amore per la bellezza, l’arte e la cultura; un laboratorio di incontri, per conoscere sempre più e sempre meglio gli estimatori dell’extravergine al t.o.p. (tracciabilità origine prodotto). Un luogo di incontro, quindi, ma anche una fucina di idee per la lotta alla mediocrità e sofisticazione alimentare, un palcoscenico da cui lanciare proposte nuove o nuovi eventi che possano nutrire la mente e lo spirito.