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Soragna, Cremona. Domenica 2 aprile ha aperto la stagione 2017 delle iniziative culturali del Museo Ebraico Fausto Levi di Soragna.  Tanti gli appuntamenti di natura variegata che definiscono il Museo come luogo di cultura ebraica a 360 gradi, capace di rispondere alle esigenze di un pubblico attento agli aspetti culturali e filosofici, ma anche vicino al mondo della scuola, alla storia del territorio e alle tradizioni tipiche della vita ebraica. 

Vivo testimone della presenza delle comunità ebraiche nel territorio, il Museo Ebraico “Fausto Levi” viene inaugurato ufficialmente nel 1981 quando l’allora presidente della Comunità Ebraica di Parma Fausto Levi, la cui famiglia è originaria di Soragna, ha riaperto al pubblico l’antico edificio contenente la sinagoga completamente ristrutturato e rinnovato.

Le stanze che sin dal primo ‘600 erano state sede della Comunità israelitica soragnese sono così divenute custodi di rare testimonianze, oggetti di culto e documenti tra i pochi rimasti a raccontare la secolare storia degli ebrei parmensi e piacentini; opere provenienti non solo da Soragna ma anche dalle antiche comunità scomparse di Busseto, Fiorenzuola, Cortemaggiore, Monticelli D’Ongina, sono il cuore di una collezione costituita con dedizione e accurate ricerche dallo stesso Fausto Levi, cui il Museo è intitolato.

Una visita al museo è un viaggio nella cultura del popolo ebraico che in molte località della pianura ha lasciato indelebili impronte nel panorama storico, artistico e religioso. L’edificio, ora sede del museo, fu interamente ristrutturato nel 1855 con il contributo di tutte le famiglie ebraiche. Quando, in seguito alle leggi razziali, furono confiscati i beni artistici di proprietà della comunità, le sale dove oggi è il museo divennero sede della Casa del fascio.

Il Museo, diviso in sezioni, è un piccolo gioiello che conserva oggetti di culto di buona fattura artistica (notevole fra gli altri l’aron ha-kodesh del 1847, restaurato nel 1998, proveniente dal luogo di culto, oggi non più esistente, di Monticelli d’Ongina), documenti e grida dal 1555 al 1803, insieme a fonti di storia contemporanea. Sale della vita quotidiana e una sezione del museo è dedicata alla Shoah.

Nella raccolta sono conservate oggetti di grande valore, salvati da sicura dispersione e degrado. Arredi lignei, argenti preziosi, documentazione autentica, e rotoli di pergamena sono il cuore di una testimonianza storia e documentale tra le più preziose e peculiari d’Italia.

Gli altri appuntamenti: 

7 maggio – presentazione del volume La Psicoanalisi, di Enzo Bonaventura.
interviene David Meghnagi, Professore di Psicologia Clinica presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre.
28 maggio – premiazione del concorso scolastico Shevilim, settima edizione, alla presenza delle autorità patrocinatrici dell’Evento e delle scolaresche vincitrici.
18 giugno Gli Ebrei a Busseto: Donazione delle ultime testimonianze di una Comunità sparita.
con  Elisa Long, ultima rappresentante della Comunità di Busseto
L’incontro terminerà con la donazione al Museo degli ultimi oggetti provenienti da Busseto.
10 settembre  –  Giornata Europea della Cultura Ebraica, il tema di quest’anno è dedicato alla Diaspora.
15 OttobreI dolci delle Feste, con Susanna Bondì, Comunità Ebraica di Parma, esperta di cucina ebraica e giudaico-romanesca. Ingresso su prenotazione/posti limitati.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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