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A due anni da Carry on The Grudge, Jamie Alexander Treays, alias Jamie T, torna a far parlare di sé con il sorprendente Trick.

Uscito il 2 settembre per la Virgin Records e co-prodotto da James Dring, il quarto album del musicista di Wimbledon è un lavoro estremamente originale, che, pur senza tradire le proprie origini, riesce a dimostrare coraggio e spirito d’innovazione.

I canoni definiti con Panic Preventions e Kings & Queens perdono in vivacità, ma guadagnano in introspezione, ispirati dalle claustrofobiche estati londinesi e dalla maturazione di un songwriter alle soglie dei trent’anni.

Il disco si apre con la cupa Tinfoil Boy, singolo che oscilla tra l’indie rock e l’elettronica più energica. Influenze hip hop e dubstep dominano anche la seconda traccia, Drone Strike, che in alcuni momenti ricorda un nervoso miscuglio tra Beastie Boys e Garage Rap. Con Power over men, invece, ci si sposta su un rock più classico e marcatamente british, che in Toscoland vira ancora verso sonorità più vicine ai Clash e agli Strokes di Is This It. Se Police Tapes è in tutto e per tutto un pezzo hip hop che nel ritornello strizza l’occhiolino ai Rage Against The Machine, Dragon Bones risponde con il suo rap scanzonato condito di effetti elettronici da metà duemila. Poi, si torna al rock: la doppietta Joan of Arc e Robin Hood, forse le due canzoni più leggere e immediate dell’album, rimanda ai primi Arctic Monkeys e, di nuovo, al punk di Joe Strummer e soci.

In mezzo, il caotico intervallo blues/trip hop di Solomon Eagle. Sul finale si rallenta: prima con la dolce ballata elettrica Sign of the Times; poi con Crossfire Love, in cui ritmi dub e grandi atmosfere fanno da sfondo all’evoluzione del rap in un ritornello orecchiabile e coinvolgente. Chiude il disco l’immersione della chitarra acustica di Self Esteem in un pozzo di sintetizzatori ambient e archi melodici, pian piano risucchiati da gravi distorsioni anni ‘90.

Insomma, un album pieno di richiami alla storia musicale di Jamie T, ma caratterizzato da uno spirito nettamente più dark. Il ragazzo è cresciuto e, se si è lasciato alle spalle singoli da classifica come Zombie o la malinconica melodia di Curry On The Grudge, la sua nuova proposta musicale ha il pregio di conciliare perfettamente freschezza e maturità.