Commuovente, lirico, esaltante, energetico, tenero, fantastico, nostalgico. E’ uscito venerdì scorso, 23 ottobre, il nuovo album di Bruce Springsteen, Letter To You.

Non ho potuto fare a meno di comprarlo. Così come ieri sera sono rimasta letteralmente ipnotizzata dal documentario (su Apple TV) che racconta il dietro le quinte di Letter To You. Da vedere e rivedere.

In questi giorni difficili, è stato come incontrare un raggio di sole. Un inno all’amore, alla vita là fuori, alla speranza, all’amicizia, alla vita dopo la morte.

Assieme, prima o dopo l’album, guardate il documentario del Boss, ascoltate le parole (con i sottotitoli: americano integrale!), respirate a fondo, seguite la musica, scoprite i sorrisi e la complicità decennale della band e il tenero abbraccio con Patti Scialfa. Energia e amore allo stato puro. Lacrime agli occhi. Ve lo giuro: vi sentirete molto meglio.

Per me che non sono una critica musicale, ma solo una sua fan dai tempi di Born in USA, il Boss è tornato in grande stile, insieme alla sua stratosferica E Street Band, che lo accompagna da sempre e alla sua amata Patti Scialfa, unica voce femminile.

Letter to you contiene in tutto 12 brani. Nove inediti e tre nuove versioni di brani composti negli anni ’70: Janey Needs A Shooter, 1978; Song for Orphans, 1972 e If I was the Priest. Brani singoli mai inseriti in un album, ma di cui sono circolate diverse registrazioni nel corso degli anni. Quindi comunque poco noti.

Letter To You è anche un inno alla nostalgia e all’amicizia.  Pieno di riferimenti ai compagni di una vita che non ci sono più, dai musicisti Clarence Clemons e Danny Federici, colonne della E Street Band, a George Theiss, il fondatore dei Castiles, la prima band di Springsteen, morto nel 2018.

A lui sono dedicati due brani, Last Man Standing e Ghosts, un pezzo con batteria (e che batteria: Max Weinberg, 69 anni, un’energia da leone) e chitarre in primo piano.

Il disco è stato registrato in soli quattro giorni nello studio Thrill Hill Recording nel New Jersey, tutto in presa diretta. Mentre fuori nevicava.

E davvero suona come un album dal vivo, sembra di stare in uno stadio!

Più che il Boss, la protagonista sembra essere la sua band, mitica, straordinaria. Amici veri. Amici di una vita.

Per alcuni critici, Letter To You ha qualche piccolo difetto. Da una parte la retorica. In effetti i sentimenti tracimano...ma va bene così per un mito che a 71 anni ha ancora così tante cose da dire.

Dall’altra l’essere arrivato dopo un album strepitoso come Western stars.

Ma lasciate perdere questi difetti, fate finta di non averli letti.

Ascoltatevi il disco e pregate che la pandemia se ne vada per poter riascoltare presto dal vivo questo imprevedibile gruppo di amici veri, che ridono, piangono, suonano, impazziscono a fare musica insieme.

Lassù nel New Jersey. Mentre fuori nevica.