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Palazzolo sull’Oglio (Brescia). A due anni dall’omonimo esordio e con un carico di quasi 70 date sulle spalle, tornano i Moostroo con un disco intitolato “Musica per adulti”, la nuova fatica del mostruosus trio che verrà presentata sabato 4 febbraio presso il nuovo circolo Arci La Base in uno dei concerti del tour della band.

Il Moostroo è un essere carnale colmo di sentimenti. Lo era già in passato. Oggi si espone trafitto dall’eros. Il suo amore è dentro le sue viscere da Moostroo, la sua mostruosità arde di erotismo. E questo amore il Moostroo lo canta, lo canta per esorcizzarsi, perché tutto il resto è rigurgito del male del mondo. E’ “Musica per adulti”, perché l’amore ha una natura talmente complessa che solo gli adulti riescono ulteriormente a complicarlo.

Moostroo gambeEnergica, quadrata e scolpita con dedizione, la “Musica per adulti” evolve rispetto al passato e si fa ancora più abrasiva e in tensione, equilibrando i tre strumenti in modo minimale, dinamico e vibrante con profondi scatti di nervi. Il basso è a fondamento e sa cantare, la chitarra ha un colore sporco ma ancor più robusto e urticante (pur essendo classica), mentre la batteria essenziale è dotata di groove e suona poderosa. Tutto è riassumibile in tre parole: gravità, distorsione e intensità. Ovvero un’incessante e amorosa palpitazione cardiaca con pochi scampoli di quiete.

Dammi tutto l’amore / quello per cui si muore / nella gioia e nel dolore” cantano in “Ostinato amore” e potremmo considerare questi i versi programmatici di un disco che dell’amore canta tutto e il contrario di tutto, travolgendo e stravolgendo gli stereotipi. I testi, scarni e diretti, sono sensuali e poetici, procedono con un’andatura intenzionalmente ricorsiva e carica di parole di senso, inquiete, magari crudeli, ma catartiche. Una catarsi che è la vitale e inaspettata contraddizione dell’amore. L’amore dei Moostroo è sommamente carnale, ma è anche gabbia e salvezza, patibolo e luce, una questione di angeli e macellai che al contempo soffoca, incanta, uccide e rasserena i corpi, come quelli rappresentati nella copertina che omaggia i lavori dedicati all’erotismo di Andrea Pazienza.

Per una dolcissima e denudante ballad di folk elettrificato come “Meteora” c’è lo scannatoio elettrico di “Spolpami” e se “Cadavere” ricorda che l’amore cova in sé l’a-morte, “Usura” inveisce contro il denaro che l’amore svuota. Quest’ultima vede la partecipazione di Luca Barachetti (Bancale, Barachetti / Ruggeri) che firma e canta il testo, ospite del disco insieme a Leonardo Gatti che con il suo violoncello amplia la gamma sonora delle tracce, mentre Giuseppe Falco (Le Capre a Sonagli) sparge noise in “Ostinato amore”. Tre contributi che rinforzano un disco febbrile e immediato, con la spigolosità di una favola per adulti che è proprio il contrario di una favola disneyana. Perché alla fine la Bestia Moostroo non si trasformerà in un uomo grazie all’amore della Bella, ma certamente quell’amore contrastante e complicato gli permetterà di sopravvivere a sé stesso e al mondo.

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