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Parma – Ventidue giovani musicisti provenienti da cinque Conservatori europei si incontrano a Parma per suonare insieme, conoscersi, comporre, riflettere su temi come la guerra e la pace.

Si conclude nel Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma “The European Jazz Workshop”, con una doppia sessione che si articola dal 25 al 30 luglio e dal 26 al 30 settembre, per poi sfociare in un concerto aperto al pubblico, il 1 ottobre al Teatro Farnese, inserito nel ParmaJazz Frontiere Festival.

Progetto nato nel 2019, finanziato dalla Comunità Europea attraverso il programma Erasmus+, “The European Jazz Workshop” mette in rete cinque Conservatori (Parma, Oslo, Norimberga, Amburgo e Glasgow) e cinque festival europei (Oslo Jazz Festival, Edinburgh Jazz and Blues Festival, Nue Jazz di Norimberga, ElbJazz di Amburgo e ParmaJazz Frontiere), con l’intento di creare e sviluppare una cultura europea comune, che parli a tutta l’umanità attraverso il linguaggio universale della musica e della poesia.

In un’epoca difficile come quella attuale, segnata da due anni di pandemia e dalla guerra, il progetto ha deciso di riflettere, attraverso la musica, anche sulle tematiche della pace.

La sessione di Parma, un “intensive program” a cura di Roberto Bonati (docente di contrabbasso e composizione jazz del Conservatorio di Parma e direttore artistico di ParmaJazz Frontiere Festival), approfondirà in particolare il rapporto tra composizione e improvvisazione nella musica per orchestra jazz.

Tra gli altri docenti coinvolti, Morten Halle, docente del dipartimento jazz e improvvisazione all’accademia di Oslo, e Frank Wuppinger, direttore artistico di Nue Jazz di Norimberga.

Questi gli allievi partecipanti: per il Conservatorio di Parma, Pietro Vecchi, Domenico Mobrici (sax), Leonardo Badiali (percussioni), Angela Malagisi (voce), Alberto Leoni e Giuseppe Scalici (conpositori); dall’Hochschule Für Musik Und Theater di Amburgo, Francisco Perez Colon (violino e composizione), Esther Thoben (violoncello), Cansu Arat (voce), Johannes Knoll (tromba); dal Royal Conservatoire Of Scotland di Glasgow, Rosalind Orr (sax), Alexander William Handyside (chitarra), Garry Simpson (percussioni); dalla Norges Musikkhøgskole di Oslo, Martin Tvedten (piano e composizione), Maria Dybbroe (sax e composizione), Ingrid Berg Medhus (violino), Øyvind Solheim (tromba); dalla Hochschule Für Musik di Norimberga, Michael Reiss (sax), Fabius Mey (trombone), Paul Laga (vibrafono), Nataliia Zaichenko (contrabbasso), Sonja Barth (violino).