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Reggio Emilia. In occasione del Centenario della prima Guerra Mondiale 2014-2018, il Centro Studi Musica e Grande guerra di Sant’Ilario d’Enza organizza la prima giornata di studi dedicata agli esiti della ricerca, in corso ormai da molti anni, che ha permesso di individuare ad oggi circa 600 canti dei soldati.

Il convegno, che si intitola “Gorizia. Canti di soldati. Musica, storia, tradizione e memoria della Grande Guerra”, si terrà sabato 1 ottobre, dalle 9.30 alle 18.00, presso l’auditorium dell’Istituto Peri in via Dante 11 a Reggio Emilia.

Il titolo è stato scelto unendo la commemorazione della battaglia di Gorizia dell’agosto del 1916 con la citazione del noto canto di protesta “Gorizia tu sei maledetta”. Il sottotitolo Canti di soldati è preso da Piero Jahier che, durante la guerra, compilò una delle prime raccolte di canti.

Presieduto da Giovanna Procacci e Marco Marzi, il convegno si propone di offrire spunti di riflessione e di studio sull’argomento, alla luce delle pubblicazioni uscite in questi ultimi anni che hanno rivalutato definitivamente il documento canoro della tradizione orale, accostandolo al materiale tradizionale di indagine storica. Le relazioni sono affidate a Quinto Antonelli, Marco Peroni, Paolo Vinati, Lorenzo Capitani, Silvia Perucchetti, Gioachino Lanotte, Rolando Anni, Alessio Benedetti, Mirco Carrattieri. Sarà un convegno “molto cantato” oltre che parlato: gli interventi saranno alternati ad esecuzioni di canti da parte di tanti musicisti.

Le guerre hanno costituito sempre una fonte inesauribile per la creatività popolare, in particolare la Grande guerra è stata un’esperienza vissuta anche con il canto. Le diverse forme del canto popolare (epico-narrative, ballate, canti di lavoro, canti rituali, filastrocche) con lo scoppio del conflitto si spostarono al fronte. Provenienti da tutte le regioni italiane i soldati si conobbero, condivisero la vita in trincea o a riposo, impararono a vicenda i canti della terre di provenienza e, secondo uno schema proprio della cultura popolare, adattarono parole e strofe alle esperienze che stavano vivendo. Nacquero anche nuovi canti e le vicende della guerra fornirono spesso le parole, mentre la linea melodica venne scelta in funzione dell’efficacia comunicativa. Per molti soldati che parlavano solo dialetto fu l’occasione di imparare dal canto l’italiano.

PROGRAMMA
Presiedono: Giovanna Procacci e Marco Marzi
Relazioni di: Quinto Antonelli, Marco Peroni, Paolo Vinati, Lorenzo Capitani, Mirco Carrattieri, Silvia Perucchetti, Gioachino Lanotte, Rolando Anni, Alessio Benedetti
Esecuzioni musicali a cura di: Dario Ascari (pianoforte), Coro Canossa, Alessio Benedetti, Matteo Catellani, Elia Folloni, Paolo Folloni, Giovanni Gelmini, Francesco Grandi (pianoforte), Gioachino Lanotte, Beniamino Pecorari, Raffaele Santarpino (pianoforte), Andrea Sistici, Sara Sistici

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