Tempo di lettura: 3 minuti

Iseo, Brescia. Sarà stata l’aria allegra del lago d’Iseo a ispirare l’arte di Aurelio Gatti, detto Micio, per le sue caricature, infatti la sua matita è scivolata sui fogli sin dalla giovane età. Sul trenino che da Iseo lo portava al liceo Arnaldo ha iniziato la sua carriera di caricaturista. La fondazione Arsenale di Iseo gli dedica una mostra: “Mutatis Mutandis. Copie non conformi” una rilettura umoristica dei capolavori dell’arte dal ‘400 ad oggi, sino al 6 gennaio nella sale dell’Arsenale.Gioconda

Dalla Gioconda di Leonardo con  la “Settimana Enigmistica”, al signore di Urbino di Piero Della Francesca con un piatto di tortelli in mano passando per Ligabue in motocicletta. Micio Gatti, caricaturista iseano, noto per le sue interpretazioni fisiognomiche di contemporanei, ha iniziato con le caricature dei suoi compaesani, per poi dedicarsi attivamente alla vena artistica caricaturale.

L’Arsenale espone oltre trenta tavole di Micio che riproducono i personaggi di quadri celebri, dal ‘400 ad oggi, caricati nei tratti originali e nelle intenzioni degli autori,  corredate dal commento grafico. Una rilettura umoristica sui soggetti artistici più vari, da quelli di aulica e classica bellezza, come la Venere di Botticelli, a vere caricature virtuali, come la suocera di Grosz.

– L’arte dello scherzo è il segreto della perdurante giovinezza di questo artista ottuagenario – afferma Pietro Gibellini, autore del testo critici di introduzione alla mostra – che prende bonariamente di mira capolavori pittorici più o meno noti per toglierne l’aureola intimidatoria, per staccarli dalla parete del museo e farli persone vive, da canzonare bonariamente, come si fa da ragazzi fra amici –Verdi

Ecco dunque personaggi ieratici e austeri, come il san Benedetto di Antonello o il Montefeltro di Piero; ecco i tipi severi e sussiegosi, come il De Lannoy di Van Eych o il conte Albani ritratto da Fra Galgario; ecco, barbute e glorificate icone, il doge Gritti di Tiziano, il Verdi di Boldini o il postino di Van Gogh. E poi ritratti realistici o grotteschi, come la vecchia di Giorgione, il nano del Pitocchetto o il beone di Velazquez. E ancora la Gioconda, dal misterioso sorriso, con  la «Settimana enigmistica» in mano o il guerresco signore di Urbino con un piatto di tortelli.

A corredo dei testi che accompagnano le figure, epigrammi di tre o quattro versi che fungono da un lato da didascalia e chiave interpretativa dei soggetti rappresentati e, dall’altro aggiungono una frizzante nota umoristica. In mostra non potevano mancare una ventina di caricature inedite di personaggi iseani. “Micio Gatti appartiene alla categoria degli umoristi che non perdono di vista l’obiettivo : strappare un sorriso” scrive Giuseppe Antonioli nella prefazione del catalogo della mostra.

Aurelio Gatti detto “Micio” (1933), è un caricaturista iseano, autodidatta. Ha esposto più volte le sue interpretazioni fisiognomiche di contemporanei a Iseo e a Brescia. Da presidente dell’Arsenale di Iseo ha promosso indagini sui caricaturisti bresciani del secolo scorso e sui vignettisti attuali raggruppati nei “Pennini Graffianti”. Con la mostra alla Fondazione l’Arsenale di Iseo si cimenta nel commento grafico di quadri celebri dal ‘400 ad oggi caricando sui tratti originali e sulle intenzioni degli autori. Per autenticare queste illecite superfetazioni accompagna ognuna delle trenta tavole esposte con un commento esplicativo in versi.

CONDIVIDI
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *