In un mondo sempre più globalizzato il concetto di “locale” ha perso la propria connotazione geografica tradizionale per andarsi ad inserire in un contesto di reti e relazioni più vasto e complesso. Le scelte politiche, economiche e sociali oggi non dipendono più esclusivamente dai territori che le vivono, ma vengono sempre più “esternalizzate” a livello sopranazionale: nei processi decisionali delle istituzioni internazionali o delle strutture economiche transnazionali.

Essere una banca locale oggi vuol dire quindi essere in grado di collocare le problematiche locali e territoriali in un’ottica più ampia. Per compiere a pieno la propria mission una BCC deve essere in grado di comprendere, da un lato, come le scelte politiche degli organismi europei e internazionali possono incidere sulla vita dei propri soci e del territorio nel quale la banca opera e, dall’altro, essere capace di influenzare con la propria esperienza i processi decisionali che la riguardano.

Con mutualità internazionale si intende quindi l’azione di scambio e aiuto tra soggetti e strutture di distinti paesi che, in un’ottica di reciprocità, cercano al di fuori dei propri confini risposte innovative per svolgere con eccellenza la propria missione aziendale.

La mutualità internazionale in una banca di credito cooperativo è quindi coerente e complementare alla mutualità interna (verso i soci) e alla mutualità esterna (verso la comunità di appartenenza) in quanto condivide con esse l’obiettivo aziendale espresso tanto nell’articolo 2 dello Statuto quanto nella Carta dei Valori del Credito Cooperativo e in tali sedi giuridiche trova il proprio fondamento.

Per questo motivo, se, come cita l’Art. 2 della Carta dei Valori del credito cooperativo, l’obiettivo del Credito Cooperativo è “produrre utilità e vantaggi, è creare valore economico, sociale e culturale a beneficio dei soci e della comunità locale”, nel contesto odierno la mutualità interna ed esterna non sono più sufficienti, ma devono essere necessariamente completate da un’attività di apertura all’esterno, che non compromette la peculiarità e i valori di essere banca del territorio ma, favorendo un intercambio con esperienze e idee di altri paesi e contesti, è capace di offrire delle risposte originali alle sfide che una BCC si trova a dover affrontare giornalmente nel suo operare.

Le esperienze intraprese da Cassa Padana all’estero hanno dimostrato che, in un contesto bancario sempre più aggressivo e competitivo, aprirsi alla dimensione internazionale non vuol dire snaturarsi, ma moltiplicare le proprie possibilità di scelta, perché la chiusura – geografica, mentale o professionale – conduce nel tempo all’asfissia. Per questo, per compiere appieno la propria mission con competenza e professionalità una BCC deve oggi essere in grado di offrire ai propri soci, ai propri clienti e dipendenti, alla comunità e al resto del sistema, delle finestre sul mondo, promuovendo e rispettando, negli scambi attivati, un principio di equilibrata reciprocità.