Manerbio, Brescia. Magliette azzurre, come il colore dell’acqua, con una scritta che parla chiaro: “L’Acqua è di tutti, le indosseranno nei prossimi mesi i cittadini che in questi giorni hanno dato vita al “Comitato Referendario Acqua Pubblica Bassa Bresciana”.

Li troveremo per le strade, nelle sagre, nelle feste, in piazza, nei banchetti, con un unico scopo: parlare alle persone del referendum consuntivo fissato per il 18 novembre prossimo.

È solo uno dei comitati che si stanno formando in questi giorni nella provincia di Brescia, dall’Adamello alla Bassa, che si accodano al comitato bresciano “ Acqua bene comune” attivo da anni,  per portare più cittadini possibili all’indetto referendum che dovrebbe definitivamente ribadire ciò che i cittadini Bresciani, col voto del 2011, avevano sancito cioè: l’acqua è un diritto e non una merce, perciò deve essere gestita da un ente realmente pubblico nell’esclusivo interesse della comunità.

A quando emerso dalla conferenza stampa indetta dal neonato comitato per la Bassa Bresciana, la scelta della provincia di Brescia andrebbe nella direzione di una gestione mista pubblico – privato, a cui si sono opposti 55 sindaci dei comuni bresciani.

I primi cittadini hanno sollevato il dubbio che si avrebbe un privato con una partecipazione che potrebbe arrivare sino al 49%  e i comuni riuniti con eguali diritti con un 51%, ma in questo modo il privato, che legittimamente guarda al profitto e sarebbe anche il gestore dei servizi erogati al pubblico, avrebbe di fatti il controllo del servizio mentre i singoli comuni, frazionati, non avrebbero in realtà voce in capitolo e una corretta gestione pubblica del servizio idrico.

In poche parole, secondo i rappresentanti del comitato, si cercherebbe di raggirare il risultato del referendum del 2011 che prevedeva una così detta  gestione “in house” cioè totalmente pubblica.

Gli aderenti al comitato Acqua Pubblica della Bassa Bresciana, saranno tra la gente con le loro magliette azzurre, per spiegare ai cittadini il valore sacrosanto del “bene acqua”, bene vitale e diritto per tutti. Un diritto che va difeso e preteso perché non divenga una merce di scambio e di profitto.

Il neonato comitato si allinea all’appello lanciato da “ Acqua bene comune” di Brescia:
Il 28 maggio 2018 è un importante giorno per i diritti dei cittadini bresciani. Un giorno in cui è stato ci è stato riconosciuto il diritto democratico di poter esprimere il nostro parere sul futuro servizio idrico. Il diritto di poter decidere il modello gestionale, pubblico o privato, che porterà l’acqua nelle nostre case fino al 2045! Il 18 novembre, fra 5 mesi esatti, alle urne potremo scegliere se, per i prossimi 28 anni, avremo la garanzia di una gestione pubblica nell’interesse di tutti i cittadini oppure l’acqua ci verrà rubata da una multinazionale che la gestirà per il proprio ed unico interesse.

Il 18 novembre ci troveremo davanti questo quesito, semplice chiaro ed inequivocabile. Noi crediamo nella volontà popolare e chiediamo che il voto dei cittadini sia rispettato. Perché ciò possa accadere dovremo essere un’onda alta, altissima in grado di far sentire la propria voce. Il 18 novembre vota e fai votare si all’acqua pubblica. Si per il diritto ad un’acqua buona, pulita e giusta.”