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Brescia – A più di 50 anni dalla prima edizione de La Goccia, la necessità di rendere più capillare il messaggio e le finalità dell’associazione ha portato l’Avis Provinciale Brescia a rinnovarsi e cambiare veste attraverso l’apertura dell’edizione online della storica rivista. Una versione web per avvicinare anche i non donatori, che verrà costantemente aggiornata e ancora più ricca di notizie riguardanti le iniziative delle varie sezioni di zona.

Giovedì 8 novembre alle ore 18, presso la Sala Libretti all’interno della sede del Giornale di Brescia, verrà infatti presentato il nuovo portale di informazione online “La Goccia Magazine“. Interverranno il Presidente di Avis Provinciale Brescia, Gabriele Pagliarini, il Direttore Responsabile della Testata Cartacea, Marcello Zane e la Responsabile Comunicazione, Anna Parolini. A moderare l’evento che sarà trasmesso in streaming, il Direttore del Giornale di Brescia, Nunzia Vallini.

“Da tempo l’Avis Provinciale di Brescia” – dice il Presidente Gabriele Pagliarini – “sentiva la necessità di creare uno strumento in grado di mantenere, nel corso degli anni, la memoria del proprio operato. Nasce con queste intenzioni la riorganizzazione della comunicazione ai nostri associati e ai cittadini e alle istituzioni bresciane. Da un lato l’Annuario che intende raccogliere i materiali ufficiali – relazioni, statistiche, direttive – elaborati nel corso dell’anno, le notizie delle attività convegnistica, dei progetti speciali dedicati alle scuole o alla comunità, la vita associativa delle nostre sezioni, e molto altro ancora. Dall’altro “La Goccia”, che trova spazio e continuità nella versione magazine-digitale on-line, e nel contemporaneo potenziamento dei social”.

Riportiamo qui infine un estratto da un articolo firmato da un autore del magazine, il Dr. Riccardo Morandi: “Il dono del sangue è un gesto generoso volontario, periodico, anonimo e responsabile e tale dovrà sempre rimanere, respingendo tentativi di lucro e privatizzazione, lasciandolo nelle mani dei donatori che lo hanno creato; questo sarà l’obiettivo ben saldo da porre al centro di qualunque dialogo e tavolo di lavoro, locale e nazionale, oggi e domani. L’uomo che dona il suo tempo agli altri muove sentimenti antichi, nobili e quindi nobilitanti: non più una società che emargina il diverso, ma un unico linguaggio di inclusione”.

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