Pezzaze, Val Trompia, Brescia. Sarà inaugurato sabato 21 luglio alle ore 10.30  il Museo archeologico ORMA, pensato e concepito per valorizzare le origini e le radici della Valle e del tempo, con il compito di trasmettere la conoscenza di ritrovamenti avvenuti sul territorio.

Nasce da questa riflessione l’acronimo ORMA, in cui “O” è Officina, quale evocazione della “Via del Ferro”; “R” è Radici dello spazio e del tempo all’interno del territorio; “M” e “A” per Museo Archeologico, per la prima volta punto di riferimento per raccontare la storia dei resti archeologici lungo la “Via del Ferro”.Il museo nasce grazie al progetto “Usi e riusi. Dal museo archeologico al fuori museo. Recupero dell’Antico Broletto di Pezzaze quale strumento di produzione turistico-culturale in Valle Trompia”, presentato nel 2015 al bando di Fondazione Cariplo “Patrimonio culturale per lo sviluppo”, premiato con un contributo di € 380.000, su un importo complessivo di € 565.000. Ente capofila del progetto è il Comune di Pezzaze, in partenariato con la Comunità Montana di Valle Trompia – Sistema Museale, l’Associazione di promozione sociale ScopriValtrompia, con la fattiva collaborazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia.

Le risorse hanno permesso la conclusione del recupero architettonico dell’Antico Broletto di Pezzaze e contestualmente il suo allestimento, con l’esposizione di manufatti e reperti e la predisposizione di strumenti multimediali, in accordo con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia. I lavori di recupero architettonico sono stati affidati allo Studio di architettura Volta s.a.s. di Brescia e la selezione del materiale da esporre e il progetto allestitivo all’archeologa Alessandra Massari, con il coordinamento del sistema museale della Comunità Montana di Valle Trompia.

L’allestimento ripercorre le tappe del popolamento della Valle, dagli accampamenti stagionali dei cacciatori e raccoglitori del mesolitico, fino all’epoca romana e oltre. Gli oggetti provenienti da ritrovamenti effettuati nella zona triumplina e del Garza, propongono interessanti scorci della vita quotidiana e suggeriscono volta per volta i contatti con i territori circostanti, fino alla conquista e alla completa romanizzazione.

L’organizzazione del territorio in vici e pagi, la presenza di principes locali sottomessi viene poi raccontata da numerose epigrafi, appositamente ideate e realizzate, che arricchiscono la storia dei Trumplini/Trumpilini, un popolo alpino riconosciuto e nominato in importanti monumenti come il Trofeo di La Turbie in Francia e il Sebasteion di Aphrodisias in Caria.

Lo spazio museale si articola in un percorso di tre piani, suddivisi per epoche storiche. I materiali archeologici esposti provengono dal territorio vallivo ed erano conservati dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Brescia e Bergamo e dai Musei Civici di Brescia.

Partendo dalla biglietteria, posta all’ingresso, la visita inizia con la sezione dedicata al Neolitico, dove sono visibili una sepoltura femminile e gli oggetti usati dai primi agricoltori. Qui si apre anche un piccolo scorcio sul passato più antico, quando gli uomini erano cacciatori e raccoglitori abili nella lavorazione della pietra.

Al primo piano si scoprono l’Età del Bronzo e l’Età del Ferro, attraverso i manufatti creati dai primi metallurghi e, grazie all’ausilio di sistemi interattivi, si possono vedere: reperti non esposti; piccoli frammenti trasformarsi in vasi ed accedere agli approfondimenti, ottenendo una visione dell’occupazione della Valle.

La sezione archeologica lascia spazio al passato più recente nelle figure di tre collezionisti che hanno contribuito a ricostruire la storia più antica (Pietro Paolo Cotelli) e quella più recente (Pier Luigi Piotti e Costanzo Caim) del territorio.

Il secondo piano è riservato alla Romanizzazione e all’epoca romana, ove sono  posizionate le epigrafi, qui si rivela la capillare occupazione del territorio, la nascita di santuari, lo sfruttamento delle risorse e il divenire di due popoli in uno.

Particolare attenzione è rivolta alla didattica, che si avvale, tra gli altri, di un “tavolo dell’archeologo”: un supporto multimediale che, insieme agli arnesi veri e propri, illustra tutte le fasi del lavoro di scavo e di ricostruzione del passato sepolto; una mappa interattiva consente al visitatore di percorrere virtualmente la Valle e di conoscerne tutte le evidenze archeologiche, anche quelle che non trovano posto nel museo.

Si è scelto di arricchire l’evento dell’inaugurazione con la presenza della band triumplina Hòfoch&Hstòfech, che suonerà brani tratti anche dall’ultimo lavoro “Pòr diàoi de pòer crìhsti”. Il gruppo Hòfoch&Hstòfech, da anni impegnato nella ricerca e nella riproposizione della musica popolare triumplina e non solo, ha realizzato questo lavoro reinterpretando parte del repertorio della famiglia Bregoli di Pezzaze.

L’intento di questo lavoro è quello non solo di onorare questa grande famiglia di suonatori e cantanti, ma anche di riproporne le melodie con una lettura attenta al periodo storico di cui sono parte narrativa, con un tuffo nell’antico riconoscendo analogie musicali che riconducono fino al rinascimento. A questo si aggiunge, con l’utilizzo di strumenti musicali anche non tradizionalmente presenti nel repertorio della valle, la sensibilità del gruppo che mantiene così viva l’essenza del significato “tradizionale”.

La biglietteria del Museo ORMA sarà anche un punto informativo, che accoglierà i visitatori, illustrando il territorio della Valle e presentando il Comune di Pezzaze nella totalità dei suoi servizi: dal “Museo Le Miniere di Pezzaze” (che consente una visita alla Miniera Marzoli e al percorso museale dedicato alla tradizione mineraria dell’alta valle), alla “Collezione Etnografica di Costanzo Caim. I Saperi della Montagna” (legata alla cultura del lavoro di montagna dell’alta Valle e allestita nella torre romanica annessa al piccolo Broletto), senza dimenticare il “Sentiero dei Carbonai” e il circuito di beni di proprietà ecclesiastica (collegati a itinerari paesaggistici e culturali).