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Francesca, 22 anni, qualche mese fa dalla bassa bresciana ha fatto il grande salto: è volata ad Atherton, vicino San Francisco. Fa la ragazza alla pari di due piccole americane ed è letteralmente entusiasta.

Silvia, 20 anni, complice la passione per il basket, da Saluzzo si è catapultata a Chicago. Anche lei au pair di una ragazzina tutta americana.

Teresa invece di anni ne ha 21 e la grande sfida della sua vita, la svolta come dice lei, è stata quando ha deciso che per andare oltre oceano avrebbe fatto la ragazza alla pari. Così è stato e da quasi un anno ha fatto di Los Angeles la sua seconda casa.

Sara, beh, Sara questa esperienza ve la racconta lei nel suo video proprio come fa Jessica.

Sono sempre di più le ragazze, ma anche i ragazzi, che volano negli Stati Uniti come au pair. Obiettivo: imparare la lingua e al tempo stesso fare una straordinaria esperienza di vita.

Il tutto spendendo davvero poco e soggiornando con regolare visto J1 addirittura 12 mesi più uno, estendibile fino a 24 più uno.
Il primo mese di permanenza si chiama travel month durante il quale non si è pagati e non si è  tenuti a lavorare ma è consentito restare negli USA come turisti.

Per poter partire per gli Stati Uniti bisogna avere alcuni requisiti e accedere al programma AU PAIR IN AMERICA, che fa parte dell’AIFS (American Institute for Foreign Studies), che è nato nel 1986 e che è il primo programma approvato dal governo americano per soggiorni alla pari negli Stati Uniti.

Bisogna avere un’età compresa fra i 18 e i 26 anni, un minimo di 200 ore certificate di baby sitting (dovrebbero essere sufficienti le referenze dei genitori), conoscere discretamente l’inglese. Si vivrà in una famiglia, iscritta al Programma come Host Family in qualità di au pair, ovvero ragazza alla pari, tata, baby sitter.

In cambio di circa 45 ore di baby sitting a settimana, l’Au Pair riceverà oltre al viaggio da e per gli States, vitto e alloggio presso la propria host family, una paghetta settimanale di circa 200 dollari, un corso di studi entro i 500 dollari a carico della famiglia (potendo scegliere la materia da studiare), tempo libero fuori dall’orario di lavoro e 2 settimane di ferie pagate.

Per lavorare come au pair negli Stati Uniti è però assolutamente necessario ottenere uno speciale visto “The Exchange Visitor (J) non-immigrant visa category (J-1)”.

Questo programma che coinvolge ragazzi di tutto il mondo rischia di essere cancellato.

Il Wall Street Journal lo scorso 27 agosto ha scritto che l’amministrazione di Trump potrebbe eliminare diversi programmi di scambio culturale J-1, compreso il programma au pair, in quanto implementa l’ordine esecutivo “Buy American, Hire American”.

La notizia ha fatto il giro delle migliaia di ragazzi coinvolti da trent’anni in questo progetto e subito sono state lanciate una petizione e una raccolta di firme per impedire la cancellazione del programma.

Nella speranza che Trump non chiuda i cancelli, ecco qui alcune associazioni che, se avete idea di diventare ragazze e ragazzi alla pari negli Usa, vi potrebbero aiutare.

Euroma organizza soggiorni alla pari possibili su tutto il territorio per minimo un anno. I partecipanti devono avere tra i 18 e 26 anni. Al momento le au pair sono pagate intorno a $176 a settimana, con la pensione completa. La famiglia offre anche fino a $500 per l’iscrizione a scuola.

Anche per Culturalcare i partecipanti devono avere tra i 18 e 26 anni.

Aupair è un sito multilingue che permette di visualizzare, tramite un motore di ricerca, le opportunità lavorative come au-pair in tutti i paesi del mondo mentre Au-pair Box è un database internazionale e multilingue che promuove l’incontro tra chi cerca una ragazza alla pari e chi invece vuole dare la propria disponibilità. Proprio come fa anche ConnectAuPair. 

Si ringrazia per la collaborazione Francesca Lazzaroni, ragazza au pair a San Francisco (California).

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