Pavone Mella (Brescia) – Quando chiudi il libro “Nel Nome Del Cielo” che racconta con gentilezza e profonda ricerca spirituale la vita di padre Tone Bresciani, di quella splendida lettura ti rimane dentro il delicato profumo della semplicità. Ecco forse quale era la forza racchiusa nel cuore di quell’uomo della Bassa, di Pavone, che ha lasciato con il suo cammino di vita un profondo segno di pace e speranza tra i poveri delle Ande.

La comunità di Pavone del Mella, amici e gruppi di volontariato invitano sabato 26 febbraio alle ore 21, dopo la messa, presso il salone dell’oratorio a una riflessione sulla vita del loro compaesano, “Padre Tone e l’Ecuador”. Un cammino, il suo, che tanto ha da testimoniare specialmente nel mondo attuale a volte troppo complicato e scosso da fremiti di violenza, che racconta che un altro mondo e modo di vita sono possibili nel rispetto reciproco, l’esempio viene proprio dalla sua semplicità.

Avevo conosciuto padre Tone nel 1995, ero in viaggio nelle meravigliose terre d’Ecuador, per “complicarmi” la vita avevo deciso di salire alla vetta del Cotopaxi che con i suoi 6.000 metri è il vulcano attivo più alto del mondo. Mi trascinavo da giorni un’infezione intestinale, facile conseguenza di viaggi all’Equatore, ma non volevo desistere dall’intento della salita, ritornai dalla vetta stremato.

Nello zaino portavo alcune lettere di corrispondenza che gli amici dell’Operazione Mato Grosso m’avevano affidato per consegnarle ai volontari che lavorano per i poveri nelle missioni perse fra quelle altissime montagne. Al ritorno dalla vetta salii al villaggio di Zumbahua arroccato a quasi quattromila metri d’altitudine con una chiesa, una piazza e centinaia di capanne fatte di fango e paglia sparse per la valle, dove migliaia di persone vivono in una povertà incredibile, difficile da descrivere o da immaginare.

Unica speranza per quelle anime è la missione con l’ospedale costruito con grande fatica dai volontari dell’Operazione Mato Grosso, lì possono trovare aiuto e conforto, qualcuno che si faccia carico della loro sorte, delle loro preoccupazioni, del loro dolore, qualcuno col cuore buono e con la volontà di ascoltare. Per anni le speranze della gente povera hanno trovato rifugio fra le braccia generose di padre Tone Bresciani. Mi fermai per alcuni giorni a Zumbahua cercando di rendermi utile come potevo, ospite della missione.

Una sera arrivarono alcuni ragazzi in compagnia di padre Tone, si sedettero per cenare, io rimasi in silenzio in un angolo a osservare quell’uomo mescolare lo spagnolo con l’italiano, qualche parola in dialetto bresciano e grosse risate, tutti vennero a salutarlo con grande affetto e lui dispensò parole e felicità a tutti. Mi rimase un’immagine di quell’uomo e una sensazione: l’immagine del suo sorriso che riempiva tutto il volto e la sensazione che lassù quel padre Tone fosse a suo agio, si trovasse bene, si sentisse profondamente sereno.

Aveva saputo conquistare la gente delle Ande con la semplicità contadina, forgiata nel suo cuore dall’infanzia passata fra la fatica del lavoro nei campi, il timor di Dio, l’odore della minestra, della miseria, la nebbia e l’amore di sua madre. La vita di padre Tone ha ispirato il progetto “Microfinanza campesina in Ecuador” una cordata di solidarietà fra Italia e Ecuador, sabato sarà Bepi Tonello, presidente di Codesarrollo a portarci la testimonianza dell’aiuto e dell’amicizia concreta nata e sviluppatasi in questi anni attraverso il progetto di collaborazione fra le BCC italiane e Codesarrollo, cooperativa che lavora in Ecuador con fatica cercando di migliorare la situazione della gente povera.

Vicino a Bepi Tonello ci sarà padre Pio Baschirotto, salesiano, grande amico di padre Tone e che ha diviso con lui gran parte del cammino sulle Ande, uomo di profonda interiorità, testimone che sa rapire l’animo di colui che l’ascolta.

Scrive un altro amico di padre Tone, don Pino: La santità di don Tone non ha niente che assomiglia al sensazionale. Dio non ha dovuto buttarlo da cavallo per scuoterlo, per chiamarlo a sé. Il vero fascino della sua esistenza sta proprio in questa “normalità”. Sì, ne sono convinto: l’amico don Tone era Santo tutti i giorni. E senza darlo a vedere! –