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«Ma quando in un unico sparo
caddero in sette dinanzi a quel muro
la madre disse
non vi rimprovero o figli
d’avermi dato tanto dolore
l’avete fatto per un’idea
perché mai più nel mondo altre madri
debban soffrire la stessa mia pena»

Gattatico, Reggio Emilia. Da A ricordo della madre di Piero Calamandrei, rammentano il profondo dolore di Genoveffa Cocconi, madre dei Sette Fratelli Cervi. Il 14 novembre sono 76 anni dalla scomparsa di Genoeffa Cocconi, a lei Casa Cervi dedica una iniziativa online, sabato 14 novembre, che la ricorda con diversi contributi digitali e multimediali, creati per l’occasione: letture, live drawing, interventi di studiosi e altro ancora, per capire meglio la figura di Genoeffa.La web radio ufficiale di Casa Cervi Il Raccolto • La Radio che Semina, a cura di Mirco Zanoni e Paolo Papotti, dedicherà una intera puntata alla figura della Madre con la puntata “Nel nome della Madre“, archetipo universale e meraviglioso, ma anche alle madri che hanno fatto la storia dell’umanità.

Non mancano, infine, contenuti già prodotti, come il video della mostra d’arte Nella storia ha il suo posto, dedicata a Genoeffa Cocconi, organizzata al Museo Cervi esattamente un anno fa. Inaugurerà l’evento online Albertina Soliani, Presidente dell’Istituto Alcide Cervi.

Genoeffa è una figura straordinaria di madre, esempio di una Resistenza portata avanti quasi in punta di piedi, fra le mura di Casa Cervi, nell’educazione ai figli e alle figlie attraverso le letture, e poi nella condivisione della prospettiva di libertà accompagnando la scelta di campo dei figli.

Scomparsa nemmeno un anno dopo la fucilazione dei figli maschi, di lei ci sono pervenute pochissime documentazioni, che sono state elaborate nel tempo, dagli storici e dagli artisti. Non di rado ne è uscita una figura immobile, suggestione forse della fotografia in cui è ritratta insieme a tutta la famiglia, che la rende poi nell’immaginario successivo dignitosa e quasi ieratica nella sopportazione di un dolore senz’altro disumano; un’immagine che la proietta quasi in una dimensione fuori dalla storia.

Eppure, se leggiamo fra le pieghe di quei materiali, possiamo intravedere una Genoeffa diversa dalla percezione diffusa, consapevole del tempo che si stava vivendo e della tragedia che si stava annunciando, della necessità di operare una scelta; una Genoeffa a suo modo attiva e forte nel sostenere le scelte dei figli, anche solo per il sostegno materiale alla trasferta della banda Cervi in montagna, dopo l’8 settembre 1943. Una madre non piegata dal destino, ma dentro il suo tempo.

Genoeffa dimostra anche che la Resistenza ha avuto diverse forme di partecipazione, e che tutte hanno contribuito pur nella diversità a raggiungere un unico scopo.
Genoeffa è un simbolo, un archetipo delle madri che devono sopportare la sottrazione dei figli, ma è anche saldamente e ‘umanamente’ dentro al suo tempo, consapevole del rischio che si corre quando ci si espone per la libertà, per la libertà di tutti.

Ripercorrendo immagini realizzate e parole scritte su di lei, Il Raccolto • La Radio che Semina ha voluto fare emergere il suo racconto, e la sua voce, sulla vicenda che la vede protagonista insieme a tutta la sua famiglia, e dire che questo racconto è saldamente nella storia.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.