Colorno (Parma) – Dal 24 al 26 aprile il giardino della Reggia Ducale di Colorno si riempie di espositori appositamente selezionati, puntando alla qualità con l’aggiunta di un pizzico di curiosità e di tendenza, in occasione della 22° edizione della mostra mercato “Nel segno del Giglio“.

La storia del parco è lunga e travagliata, nel 1480 il primo impianto dei giardini prevedeva un misto fra giardino all’italiana e giardino alla francese ed era presente la Grotta Incantata dotata di automi che si muovevano e rappresentavano scene di divinità mitologiche. Petitot nel 1754 adeguò il parco ai dettami della moda francese mentre Maria Luigia d’Austria lo trasformò nel 1816 in un giardino all’inglese.

Dopo l’unità d’Italia il parco ebbe un periodo di progressivo degrado e venne bombardato durante la seconda guerra mondiale. Sino agli anni ’70 il giardino fu utilizzato per la coltivazione di patate e come campo di calcio per gli ospiti di uno dei più grandi manicomi d’Italia in cui era stata trasformata la reggia e poi l’amministrazione provinciale di Parma ha provveduto alla ricostruzione storica del parco recuperando il fasto dell’architettura del periodo farnesiano.

Nel 1993, quando lo sforzo fatto dalla Provincia di Parma per ridare dignità all’intero complesso storico dell’antica Reggia aveva restituito un luogo di bellezza straordinaria, scenario ideale per grandi manifestazioni, nacque l’idea di riportare nel parco persone che, per passione e competenza, sapessero godere del grande recupero, quindi fu organizzata la prima edizione della Mostra mercato.

Dal primo evento la mostra è cresciuta fino a diventare un evento di portata nazionale.

Quest’anno gli espositori saranno un centinaio, giusto per consentire ad ognuno il necessario spazio lungo i sentieri ed i viali del Parco. La selezione è molto precisa, puntando alla qualità con l’aggiunta di un pizzico di curiosità e di tendenza: saranno molte le proposte che riguardano il recupero di specie e metodi di cultura antichi, con momenti di approfondimento sulle coltivazioni naturali, sui concimi biologici, sul ritorno di piante, non solo nel frutteto ma anche nel giardino, dal gusto d’antan.

Pur ospitando espositori e visitatori da tutto il territorio nazionale ma anche da altri Paesi europei, “Nel segno del Giglio” si è fatta un punto d’onore: quello di valorizzare le non poche eccellenze verdi del proprio territorio. Da qui l’attenzione che viene riservata alle iniziative di chi nel parmense opera per il recupero di varietà scomparse o per la salvaguarda dei magnifici parchi di una provincia che spazia dall’alto Appennino alla placida piana del Po.