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Brescia. Instancabile appassionato d’arte, Emilio Bentornati, in anni di incessante attività di gallerista e studioso, ha portato a conoscenza del pubblico personaggi e movimenti pittorici fino a quel momento pressoché ignoti.

Probabilmente anche lui sconosciuto a molti non “addetti ai lavori” e figura non inquadrabile nel consueto cliché del mercante d’arte, ma dell’arte conoscitore, scopritore e storico, morto prematuramente nel 1981.

Una mostra per scoprire l’intensa vita nel mondo dell’arte alla Galleria dell’Incisione dal titolo: “Nel segno di Emilio Bertonati. Dal Simbolismo alla Nuova Oggettività”, in programma dal 26 novembre al 31 gennaio prossimo. La mostra rende omaggio a Emilio Bertonati (1934 – 1981), figura straordinaria di gallerista e storico dell’arte, architetto e artista a quarant’anni dalla sua scomparsa.

La sua Galleria del Levante, attiva dal 1962 al 1980 a Milano e dal 1967 anche a Monaco di Baviera, ha svolto un ruolo di estrema importanza per l’approfondimento della storia dell’arte europea e per la valorizzazione di alcuni dei suoi protagonisti.

Sono in mostra disegni e incisioni di artisti del Simbolismo e della Nuova Oggettività che Bertonati riscoprì e promosse con inconsueta lungimiranza.

Artisti: Alberto Martini, Émile Bernard, Edita Broglio, Mario Broglio, Cagnaccio di San Pietro, Maurice Denis, Otto Dix, Emile Fabry, George Grosz, Wilhelm Höpfner, Karl Hubbuch, Rudolf Jettmar, Fernand Khnopff, Alfred Kubin, Otto Lange, John Martin, Richard Müller, Alphonse Osbert, Franz Radziwill, Paul Ranson, Franz Roh, Giulio Aristide Sartorio, Rudolf Schlichter, Franz von Stuck, Hans Unger, Félix Vallotton.

Emilio Bertonati studia architettura prima a Milano e poi a Firenze. Dal 1962 al 1980 è direttore della Galleria del Levante di Milano e di Monaco di Baviera e in quegli anni coordina una serie di esposizioni a livello internazionale. È il primo ad organizzare, tra le altre, mostre dedicate all’Avanguardia russa e ungherese di inizio ‘900, alla Secessione di Dresda e alla Fotografia Sperimentale in Germania; scopre e sostiene personalità decisive per la storia dell’arte contemporanea come i simbolisti Paul Ranson e Maurice Denis e i tedeschi della Nuova Oggettività Christian Schad, Rudolph Schlichter e Karl Hubbuch.