Grasse (Francia) – Questo paese è la patria della profumeria francese. Nonostante io sia, purtroppo, allergica ad ogni tipologia di profumo il mondo di queste essenze di bellezza e fascino mi attrae molto.

Mi sarebbe, infatti, piaciuto avere un MIO profumo. Come hanno certe signore, sempre lo stesso, inconfondibile, in modo che quando avverti quella particolare essenza nell’aria sai che è appena passata Lei, oppure Lui (anche se il galateo insegna che il profumo lo si deve avvertire solo avvicinandosi ad una persona poiché è un’intimità che non va troppo svelata, per questo Coco Chanel diceva che il profumo va messo solo lì dove si vuole esser baciati).

Io, invece, posso al massimo concedermi delle creme per corpo lievemente aromatiche che, ovviamente, nulla hanno a che vedere con le raffinate profumazioni dei boccetti chic in mostra nelle più eleganti profumerie.

Molti miei ricordi sono, però, legati a determinate odori: ricordo perfettamente il profumo che mio papà lasciava sullo scalone di casa prima di andare al lavoro e quando, ancora oggi, mi capita di risentirlo la mia mente fa automaticamente un balzo all’indietro e mi sembra di rivivere quei momenti. In effetti i profumi vengono registrati nella zona più antica del nostro cervello e per questo un determinato odore ci rimanda immediatamente a situazioni, emozioni e sentimenti vissuti.

Ognuno di noi ha, poi, un suo naturale profumo, una sua essenza e spesso mi interrogo se sia giusto “contaminarla” con fragranze aggiunte. Un profumo, infatti, è come un abito: ti deve vestire alla perfezione, si deve plasmare con l’aroma naturale della tua pelle e fondersi armoniosamente.

Ecco perché la profumeria è una vera e propria arte, perché ha a che fare con ciò che noi vogliamo comunicare di noi stessi agli altri: un profumo ci identificherà e avvertirà chi ci circonda della nostra presenza ancor prima della nostra vista. Quindi scegliere un profumo è una cosa seria! E io mi trovo nel posto giusto per imparare come abbinare un’essenza al proprio corpo e scoprire quante sfumature si celano dietro una goccia di profumo.

La posizione geografica privilegiata di Grasse ha, infatti, permesso alla regione di avere un clima favorevole alla coltivazione di numerose specie floreali e aromatiche tra cui il gelsomino, la rosa la centifolia, la lavanda, la mimosa, i fiori d’arancio e il narciso.

La moda dei guanti profumati lanciata da Caterina de Medici danno vita nel XVI secolo alla profumeria della bella cittadina francese tanto che quest’arte diventa l’attività principale di Grasse. Nel XIX secolo nascono le grandi fabbriche familiari alcune delle quali prosperano ancora oggi.

Oggi Grasse resta la città simbolo della profumeria tradizionale e la patria di numerosi “nasi”, maestri profumieri che utilizzano il loro talento naturale affinato con anni di studio per identificare, con una rapida annusata, fino a 6000 odori.

Tra i vari sali-scendi di viuzze ci imbattiamo in una delle più note fabbriche di profumi, Fragonard. Un museo con immagini in bianco e nero illustrano la nascita della profumeria e la lavorazione dei vari tipi di fiori per arrivare alle essenze fondamentali.

Quindi l’interessante percorso all’interno della fabbrica, ancora attiva, ci mostra le varie fasi di lavorazione con le tecniche di oggi. Scopro che una sola essenza è il frutto dell’incontro di un ventaglio di note: note di testa, di cuore e di fondo, ci spiega l’esperta.

Ecco perché quando proviamo un profumo a primo acchito ci fa un’impressione e dopo pochi instanti il la fragranza ci sembra diversa. Perché il primo impatto svela la nota di testa, sfumata questa subentra la nota di cuore che è il vero carattere del profumo, quindi l’accordo termina con le note di fondo, l’ultima fase del profumo. Apprendo che prima di comprare un profumo bisognerebbe attendere per lo meno 20 minuti, affinché tutta la storia olfattiva giunga a compimento.

Terminata la visita la guida mette alla prova i nostri nasi: proviamo ad individuare le note di un profumo ma falliamo miseramente. E’ molto difficile e serve una grande esperienza per individuare le varie tappe di un’essenza.

Dopo una chiara bocciatura in qualità di “nasi” ci fermiamo in uno dei tanti negozietti caratteristici che vendono profumi, spezie ed essenze. Sono attirata da uno in particolare: fa angolo e sull’uscio ci osserva un bel gattone rosso. Decidiamo di entrare e fare una bella scorta di souvenir a base di creme alla lavanda, oli a base di fiori d’arancia e straordinari saponi naturali.

Ho annusato talmente tanti odori che non saprei più distinguere neppure il dopo barba di mio marito.