E’ la terza città di Spagna per numero di abitanti ed è uno dei più importanti porti del Mediterraneo. Sto parlando di Valencia, o Valentia Edetanorum, cioè città forte della tribù degli Edetani, come la chiamarono i Romani che fondarono l’insediamento nel II secolo a.C.

L’ho visitata in un caldissimo fine settimana estivo e mi ha veramente sorpresa. Due ore di aereo con partenza da Bergamo e atteriamo (io e mio marito) all’areoporto valenciano dove c’è un amico che ci aspetta per portarci al comodissimo albergo proprio sulla via principale della bella città spagnola.

Una fontana nella piazza di ValenciaBastano pochi minuti di macchina e Valencia subito mi sorprende. Pensavo che la Spagna, infatti, mi fosse piuttosto familiare. Durante l’ultimo anno di università ho partecipato al progetto Erasmus
trascorrendo un intero anno a Cordoba, in Andalusia. Così, quando sono atterrata all’areoporto, pur non trovandomi nella bassa regione spagnola, ho pensato che mi sarei trovata di fronte ad una città più simile a quella che avevo abitato nell’ormai lontano 2002, caratterizzata dalla forte presenza araba e marocchina, dalle vie piccole e tortuose che sfociano nei barrios dai patios tappezzati di fiori.

INterno del cortile del Palazzo la Llonja di ValenciaNiente di tutto ciò. Valencia si presenta con ampie strade lastricate di marmo e viali alberati ricchi di negozi e locali di ogni genere, gradi palazzi, piazze eleganti con fontane, cattedrali, chiese e monumenti
edificati negli oltre 2000 anni di storia della città che ha visto, dopo la crisi dell’Impero Romano, il susseguirsi di numerose civiltà e popoli.

Come i Visigoti, i Cristiani, gli Arabi fino a giungere alla dominazione aragonese che mette fine al lungo periodo di reggenza araba e da il via al “secolo d’oro valenciano” quando, grazie al suo porto sul Mediterraneo, Valencia diviene uno dei principali centri commerciali d’Europa. Furono, infatti, proprio i banchieri valenciani a prestare denaro a Isabella I di Castiglia per il viaggio di Cristoforo Colombo del 1492.

Il mercato coperto di ValenciaE la ricchezza della città traspare dai suoi edifici. Tra i complessi storici della città la Lonja de la Seda, la Borsa della Seta, edificio gotico costruito sulla fine del XV secolo destinato alle contrattazioni mercantili ed oggi inserito dall’UNESCO nella lista dei Patrimoni dell’umanità. Di fronte allo storico edificio il movimentato mercato coperto dalla struttura in ferro battuto e rivestito di ceramiche colorate. Notevole, poi, anche il palazzo che ospita le poste, di fronte al monumentale Comune di Valencia.

laterale della Cattedrale di ValenciaLa maestosa cattedrale presenta diversi stili architettonici, dal Romanico, al Barocco sino al Gotico. L’elemento più importante di tutta la Cattedrale, che attrae fedeli e curiosi da tutto il mondo, è il Santo Graal. Si ritiene, infatti, che la coppa conservata in questa cappella sia il Santo Calice che Gesù Cristo utilizzò durante l’Ultima Cena al quale anche Papa Benedetto XVI ha reso omaggio nel luglio 2006.

Tra la fine del XX secolo e l’inizio del XXI secolo nella città sono, inoltre, stati realizzati numerosi progetti architettonici e urbanistici. Il più imponente è la Città delle Arti e delle Scienze, il futuristico quartiere a sud ovest del centro progettato dall’architetto valenciano Santiago Calatrava. Qui, dopo aver visitato gli edifici gotici e romanici del centro storico, Valencia mi mostra un’altra faccia.

Il futuristico complesso della Città della Scienza progettato dall'architetto Santiago CalatravaForme spaziali di un bianco lucentissimo che si rispecchiano dentro immensi specchi d’acqua mi accompagnano tra i musei di scienza e storia della città sino al particolarissimo ristorante subacqueo all’interno del complesso della Città della Scienza (ovviamente è tutto prenotato e non ci lasciano neppure entrare, sarà per un’altra volta).

Ma Valencia ha anche un lato notturno di incredibile fascino, romantico e spericolato allo stesso tempo. Per la cena decidiamo, infatti, di spostarci sul lungo mare e scopriamo una spiaggia lunghissima color ocra (alle nove di sera ancora molti bagnanti trovano ristoro nelle acque tiepide) sulla quale si snodano una fila di ristoranti dove poter assaggiare i piatti tipici del luogo.

Ci accomodiamo in uno di questi per gustare la famosissima Paella Valenciana. Buonissima! Dulcis in fundo, Valencia ci ha anche preso per la gola e decidiamo che ci torneremo molto presto…

Laura Simoncelli
Dopo il diploma di liceo scientifico, si laurea all’Univeristà Cattolica di Brescia nel 2004 in Lettere e Filosofia. Collabora con Fondazione Civiltà Bresciana e Bresciaoggi con stesura di articoli sportivi, cronaca e tempo libero. Dal 2004 al 2017 fa parte della redazione di popolis. E’ docente di italiano e storia presso le scuole medie e superiori