Correva l’anno 2006 e non ero mai stata in costiera, e per “costiera” intendo quella con la C maiuscola, quella che corre da Sorrento ad Amalfi lungo strade impervie e mozzafiato (ma decisamente troppo trafficate, in tutti i mesi dell’anno). Ci sono arrivata per caso, portata da un appuntamento familiare.

Ci sono arrivata lasciandomi alla spalle una Napoli caotica e travolgente. Ero felice di lasciare il Vesuvio e i quartieri spagnoli dove avevo soggiornato per qualche faticoso giorno.

Via dalla pazza folla. Meta Positano. Anzi, Monte Pertuso. Scusate, scendo ancora nel dettaglio, nella selva fra Monte Pertuso e Positano. Non in orizzontale, ma in verticale, sospesa sulla costa.

La meta – ancora non lo sapevo perché la mia giovane guida (mia figlia) racconta, spiega ma mai del tutto – sarebbe stata una casa di pietra a venti minuti a piedi in discesa da Monte Pertuso, per l’appunto. Consiglio di cambiare scarpe: gli infradito estivi non sono adatti alla camminata.

la selva positano

Eccola allora quella strana casa. Sospesa fra le nuvole. Fra quasi 400 piante di ulivi (di cui 250 in produzione), un orto che le dà supporto e quotidiana sussistenza, un agrumeto responsabile di meravigliose marmellate, terrazze naturali a strapiombo sul mare, cespugli di mirto e di more, e una vista che mi ha preso il cuore. Dalla terrazza dove si pranza, lo sguardo arriva fino ai faraglioni di Capri. Corre senza fermarsi. Rapito.

Qui, in questo luogo dell’anima, sono arrivati ormai quindici anni fa due ragazzi veneziani in cerca di nuova vita. Più solidale, in equilibrio naturale con l’ambiente. Lui, Cristiano, appassionato arrampicatore. Lei, Martha, ballerina classica. E poi c’è la figlia, piena di vita e di forza (che ci vuole, visto che ogni giorno sale e scende per e da Monte Pertuso, per raggiungere la scuola).

Ci hanno messo qualche anno per trovare il luogo giusto Cristiano e Martha, poi la Selva li ha convinti e definitivamente rapiti.

Hanno lasciato la laguna, hanno fondato un’associazione (appunto La Selva), messo mano alla casa diroccata, tirato fuori alcune stanze doppie e multiple (quella dei poeti, la più affascinante), tutte spartane,  tutte pulitissime e curate nei dettagli.  Non vi verrà voglia di chiedere di più in un luogo di tale bellezza.

la selva positano

Poi hanno cominciato a coltivare, con l’aiuto di gente del posto, ad affittare le stanze, a promuovere iniziative culturali in collaborazione con il Comune di Positano. E oggi vivono del loro lavoro. Vendendo anche il proprio olio e le marmellate (da portarsi assolutamente a casa).

E’ una piccola e semplice vacanze, per chi non ha pretese, ma che vi rapirà il cuore. Anche perché in questi ultimi anni i due ragazzi hanno continuato a sistemare e a restaurare: potete alloggiare a costi modesti nelle stanze, oppure portare la tenda (in agosto è comunque meglio prenotare).

E se non vi basterà dondolare sull’amaca e guardare il mare, una passeggiata di venti minuti in discesa vi porterà al mare e ad alcune spiaggiette libere. La nuotata quotidiana sarà assicurata. Oppure approfittate di Cristiano che vi farà lezione di arrampicata. O ancora troverete ad aspettarvi laboratori estivi di danza, giocoleria, yoga, teatro, disegno, pittura, e perfino spettacoli, cinema e concerti.

Ma di tutto ciò, vi assicuro, non avrete bisogno. Portate con voi un buon libro, un libricino d’appunti o per gli schizzi. E soprattutto sgombrate la mente.

Come arrivare
Via terra
Da Napoli, direzione Sorrento-Positano; prima di arrivare a Positano, sulla sinistra trovate la strada che sale a Monte Pertuso. Qui se siete fortunati potrete anche trovare un posteggio tranquillo (non vicino al campo da gioco perché quello spazio è riservato ai residenti).

Via mare
Da Napoli, i traghetti per Positano. Da qui la strada è in salita…oppure prendere un bus per Monte Pertuso e da qui scendete a piedi verso la Selva.

Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.