Padernello, Brescia. Il ponte levatoio dell’antico maniero di Padernallo si abbasserà per dare epilogo alla favola, misteriosa, affascinante e quasi irreale che lo circonda, sembra salire come nebbia dal fossato ammaliandone le vetuste mura e la nostra fantasia. Dal 15 febbraio difatti si aprono le visite guidate speciali al mastio del Castello di Padernello, la torre inaccessibile e più alta del maniero quattrocentesco della Bassa Bresciana, da cui ammirare il paesaggio da punti di vista unici.Era il luogo in cui gli abitanti del maniero si rifugiavano in caso di pericoli. Oggi, in alcune giornate particolari, il mastio, la torre inaccessibile del Castello di Padernello – che domina con la sua imponente costruzione quattrocentesca il paesaggio della Bassa Bresciana -, diventa il luogo privilegiato da cui ammirare il panorama rurale e le casette del borgo di Padernello, da punti di vista unici.

Per raggiungere la cima di questa torre, la più alta del Castello, bisogna salire antiche scalette di legno, entrando così in uno scrigno di storie e di affascinanti vicende che appartengono al passato del maniero, dal Medioevo fino al XV secolo.

Le speciali visite guidate alla torre inaccessibile si svolgono nei sabati del 15 febbraio, 14 marzo, 18 aprile, 16 maggio, 20 giugno, 19 settembre e 10 ottobre. Si tratta di un percorso insolito nella vita del maniero, che comincia dal ponte levatoio, ancora funzionante, che apre i visitatori ad un mondo di meraviglie, per ritrovarsi in ambienti storici di diverse epoche e poi giungere in alto, dove il cielo e la terra si incontrano.

La visita al mastio, a cui segue quella nelle stanze del Castello di Padernello, si svolge dalle 15.00 alle 16.30 e dalle 16.00 alle 17.30, con la possibilità di pranzare prima del tour in uno dei 4 ristoranti del borgo. Il prezzo è di 10 euro a persona. La prenotazione è obbligatoria.L’iniziativa è realizzata con il contributo di Cultura Sostenibile, bando della Fondazione Cariplo.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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