Dalla giornata mondiale dedicata agli uccelli migratori, la campagna di sensibilizzazione celebrata annualmente per ispirare, a livello globale, la salvaguardia degli uccelli migratori e dei loro habitat naturali, esce un quadro disarmante del nostro poco rispetto per le specie migratorie. Nel 2014, oltre 10.000 uccelli sono stati folgorati sulle linee elettriche di ogni Paese toccato dalle rotte migratorie euroasiatiche e africane, mentre oltre 100.000 esemplari sono morti per collisione con le infrastrutture energetiche. Ad affermarlo è l’UNEP, il Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite, che ha indetto la giornata mondiale delle specie migratorie, quest’anno a tema “Energia, produciamola nel rispetto degli uccelli!”.IMG_7110

L’evento mondiale sulla migrazione fotografa una situazione paradossale: la domanda crescente di energia e la diversificazione delle fonti, non sempre hanno tenuto conto di una pianificazione del territorio compatibile con la tutela degli habitat naturali e delle specie che li vivono, determinando la morte di milioni di uccelli migratori. “E’ necessario ripensare anche le rinnovabili, che spesso non sono realmente sostenibili per i volatili”, si legge in una nota. Non abbiamo nessun rispetto per i “nomadi”!sierra de guara

“L’Ibis eremita, la Gru della Manciuria, l’Avvoltoio capovaccaio, il Pellicano riccio o l’Alzavola di Bernier, sono solo alcune fra le 200 specie di uccelli migratori classificate dallo IUCN come minacciate a livello globale”, afferma Cesare Avesani Zaborra, direttore Scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo che negli ultimi anni è intensamente impegnata alla salvaguardia di alcune specie a rischio di estinzione e già ha introdotto in natura alcune specie nate nel parco, come nel caso del progetto “Ibis eremita”.

“E queste rappresentano il 10% delle 2.000 specie di uccelli migratori conosciute. Purtroppo però il problema dell’antropizzazione dell’habitat si è verificato con un andamento crescente che, a partire dal 1988, ha portato oltre il 40% delle specie migratrici a in calo negli habitat naturali” ha concluso il direttore del parco. Nel frattempo per far seguire le parole ai fatti il Parco Natura Viva proseguendo nell’impegno del progetto “Reason for Hope” per la reintroduzione in Europa dell’Ibis eremita, migratore scomparso dal oltre quattrocento anni.IMG_7039

Ogni anno, milioni di uccelli migratori fanno i conti con la massiccia crescita di varie forme di generazione e distribuzione di energia: linee elettriche che presentano un grave rischio di collisione, nonché infrastrutture energetiche che agiscono da barriere e provocano mortalità e cambiamenti nelle rotte migratorie.

Inoltre, gli uccelli sono minacciati dalla perdita e dalla degradazione dell’habitat e da altri disturbi legati allo sviluppo di energia idroelettrica, bioenergia, energia solare, eolica e geotermica. La produzione sostenibile di energia rinnovabile dovrebbe avere effetti positivi sugli uccelli migratori in quanto mira a mitigare il cambiamento climatico e i suoi effetti. Tuttavia, se alcune tecnologie energetiche vengono diffuse senza una pianificazione, progettazione e valutazione dei rischi adeguate, possono rappresentare una grave minaccia per molte specie di uccelli migratori.IMG_6640

Nell’espandere la produzione di energia, la transizione a metodi che siano ecocompatibili è un passo fondamentale per proteggere la vita sulla Terra. La conservazione degli uccelli migratori deve essere considerata in tutte le fasi di sviluppo di energia a tutti i livelli: locale, nazionale e internazionale. Sono pertanto necessarie azioni concertate da parte dei governi, delle organizzazioni per la conservazione della natura, degli scienziati e del settore energetico, nonché del pubblico in generale. In questo modo si può usufruire di energia prodotta in modo sostenibile senza il rischio di danneggiare gli uccelli migratori e dei loro habitat.

 

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.