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La Juvi Ferraroni Cremona basket saluta ufficialmente Maximiliano Moreno che, per propria scelta, non farà parte del roster che disputerà il Campionato di Serie C Gold 2017/2018.

Il Presidente Ettore Ferraroni, il Consiglio Direttivo e tutto lo staff dirigenziale e tecnico esprimono la loro gratitudine a Maxi che nelle 2 stagioni trascorse assieme ha mostrato le sue qualità come atleta e come uomo, sia in campo che fuori.

Le parole del vicepresidente Mattia Barcella:”Auguro a Maxi il meglio per il prosieguo della sua carriera, come giocatore e come tecnico, e come padre; lo ringrazio perché il suo apporto alla nostra Società è stato assolutamente positivo e costruttivo per il futuro della JUVI. Impegno e professionalità profuse da lui e tutti gli altri atleti, tecnici e dirigenti penso costituiscano solide basi per raggiungere le meritate soddisfazioni che ci auguriamo possano ancora venire nelle prossime stagioni. Grazie Maxi, Attilio e Annalisa!”.

Di seguito la lettera che Moreno ha scritto alla squadra:

“Ciao ragazzi! Purtroppo sto scrivendo questa lettera, nel letto mentre Pietro dorme. Dopo probabilmente la correggerà Annalisa perché il mio italiano scritto potrebbe contenere molti Orrori di ortografia… scriverò parole che non vorrei né scrivere né dire perché mi emoziono solo pensandole. Vi voglio però salutare.

Non sapevo assolutamente cosa fosse, non immaginavo nemmeno la sua grandezza e non pensavo minimamente che fosse così bella, ma due anni fa mi è arrivata una proposta dalla fam Ferraroni, Mattia Barcella e Giovanni Muzio che mi ha sedotto. Sono entrato poi un giorno nella vecchia sede per firmare il contratto e lì, con tutti i muri pieni di vecchie foto rappresentanti palestre piene, striscioni, articoli di giornale, tutte che raccontavano un pezzo di storia, lì quella sera ho iniziato a capire quanto grande fosse, quanto bella fosse e ho iniziato a sognare anche io immaginando di poter essere anche io un giorno su quei muri.

Ho deciso di credere in questo progetto. Dopo due anni devo dire che il campo non ha mostrato tutto il duro lavoro che c’è stato ma non voglio parlare di questo. Voglio parlare di Voi e di cosa mi porto dentro. Per esempio, la partita con la gilbertina (a pec…), uscire dal tunnel degli spogliatoi come sempre un’ora prima per il riscaldamento e… wow! Mancava ancora un’ora ed eravate già lì, sempre di fianco a noi.

Mi porto quella canzone bellissima (io sogno però che dica: “segna un’altra bomba Pietro Moreno! Lalalala”); mi porto il soprannome del “bomberito”… grazie, bellissimo! Mi porto il sapore di mamma e d’amore della torta del giovedì. Mi porto il nostro magazziniere con il caffè corretto Sambuca pre partita, che in realtà non ho mai bevuto (ora te lo posso dire). Mi porto le cene con Franco che rispetta sempre la dieta (ma la tracolla per dormire te la togli?). Mi porto anche te, anche se non mi hai segnato tutti gli assist e il tuo preferito è un altro argentino. Porto un sacco di amici e, sono sincero, non me l’aspettavo. Mi porto le risate, le briscolate. Mi porto lo striscione con i colori della mia Argentina. Porto con me il Relais Convento (ma quanto è bello?) E chi lo gestisce ancora di più.

E la Cremo? La vostra Cremo? Era la prima volta che andavo a vedere una partita allo stadio in Italia… tra l’altro in tribuna d’onore… Mi hai fatto sentire importante.
E il nostro presidente-tifoso-idolo della curva? Questo qua ha difeso uno che si chiamava Maradona…tanto onore. Mi porto tante cose importanti e anche a te, se non ti ho conosciuto, voglio dirti che hai due genitori bellissimi. Ora so che la mia maglia è tua (spero ti sia piaciuta e averla onorata come ti aspettavi).

A voi nomino: voglio ringraziare mia “moglie” e anche Annalisa, perché mi lasciate essere quello che sono, mi sopportate e mi supportate. Questi due anni, come tutti quelli da quando vi ho nella mia vita, non sarebbero stati gli stessi. 

Ora vado, ma io e Pietro torneremo lì perché gli amici veri, le persone vere non hanno bisogno di esserci sempre fisicamente, ma ad ogni opportunità saremo presenti con voi a cantare o a soffrire. E lasciatemi ancora sognare: “segna un’altra bomba Pietro Moreno Lalalalalala!”.”

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