Eccomi diabetica, dunque. Niente carboidrati, se non la mattina. Niente vino bianco fresco, giù per il gargarozzo, al ritorno da un pomeriggio/sera (dalle 14 alle 22) di ascolto.

Attentività negli orari, nella misura, nella quantità, nella qualità. “Anna, ti devi dare una regolata”, mi ripetevo spesso.
E poi, la stanchezza: quella che ti arriva a strappi, nonostante le pillole e l’accuratezza nel seguire le regole.

Improvvisa, deleteria, apocalittica. Voglia solo di stare sdraiata, anche mentre, in studio, la paziente imperversa, raccontandomi supposti torti subiti. Fatico a tenere le palpebre in posizione attentiva, ma il cervello recepisce. Ancora una volta ce la faccio a suggerire strategie.

Poi mi affloscio. Agogno la sigaretta. Il divano. Riempirmi le fauci con la morbida ricotta della cassata, con un pastoso frutto di Martorana, o ritrovarmi con le dita infilate direttamente nel barattolo della Nutella… qualsiasi cosa dolce, zuccherina, che mi faccia male.

In più, mi hanno imposto di camminare. Ok. Facile, da dire. Il maggiore dei miei “Figli del cuore”, Fabio, da soli 30 anni mi sollecitava al movimento. Ma io, testarda, preferivo leggere un libro sulla panchina al sole, piuttosto che alzare le terga e muovermi.

Sono un soggetto statico, un’amante della tranquillità morbida dei piumini e delle coperte di avvolgente pile, del tepore del camino, mentre faccio andare la sedia a dondolo.

Mi sono iscritta più volte in palestra, in varie e specializzate strutture per il metabolismo degli anziani, per la cura del corpo che – a detta del sociale – deve essere sempre scattante, muscoloso, giovane… Ma, evidentemente, sono vecchia da quando sono nata.

Così, dopo tante prove in palestra, dopo tante sollecitazioni, Fabio si sente dire: “HAI RAGIONE” ed inizia a tormentarmi, facendomi fare strade e stradine, prima a passo lento, appoggiata al bastone, se reduce dagli ennesimi frattura/slogatura/stiramento; oppure appoggiata al suo braccio, se libera da ammennicoli di supporto.

Pian piano, quella che sembrava distanza apocalittica, diviene più accettabile, meno estesa. Pian piano mi accorgo che sì, posso anche deambulare.

 

1.Una nuova opportunità?

2.La prova (mia) della glicemia

4.Tre mesi di dieta e 10 chili persi