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Casalmaggiore, Cremona. A 110 anni dalle storiche esibizioni parigine che diedero vita ai leggendari Ballets Russes, arriva al Teatro Comunale di Casalmaggiore sabato 16 novembre alle ore 21 la Compagnia Daniele Cipriani con “Nijinsky and Diaghilev”, primo appuntamento della Stagione 2019-2020, diretta da Giuseppe Romanetti, realizzata dal Comune di Casalmaggiore con il sostegno della Regione Lombardia nell’ambito di Circuiti Teatrali Lombardi, evento inserito nel programma di “Stupor Mundi”.

Lo spettacolo rende omaggio ad una delle pagine più significative della storia della danza e agli autori di una nuova e rivoluzionaria espressione artistica: Sergei Diaghilev (1872 – 1929), instancabile impresario teatrale russo, e Vaslav Nijinsky (1890 – 1950), divino danzatore e genio del balletto.

Con Diaghilev, Nijinsky e gli artisti vicini ai Ballets Russes, da Lèon Bakst a Picasso, da Claude Debussy a Igor Stravinsky, da Michel Fokine a Léonide Massine, nasceva un’esperienza teatrale del tutto nuova che superava i canoni del balletto ottocentesco e diffondeva un’ideale di opera d’arte totale, in cui soggetto, musica, scenografia, costumi e danza fondevano i rispettivi elementi di eccellenza. La serata ripercorre le tappe di questa ‘rivoluzione’ in un inedito programma che omaggia il genio e l’opera dei due grandi artisti russi.

In apertura “Le Spectre”, creazione di Giorgio Mancini, già direttore artistico del Ballet du Grand Théâtre de Genève e del MaggioDanza e coreografo per i più importanti teatri italiani e internazionali, su musica di Carl Maria von Weber; il brano immagina l’incontro d’arte e di vita tra Diaghilev e Nijinsky. In programma un estratto da “Mediterranea” di Mauro Bigonzetti, balletto italiano tra i più rappresentati e richiesti nel mondo.

Torna in scena anche “L’après-midi d’un faune”, storica versione di Amedeo Amodio del balletto di Vaslav Nijinsky, che tanto scandalo destò alla sua creazione (1912), sulle note di Claude Debussy: curve musicali che accompagnano le sinuosità dei corpi danzanti. In chiusura, il “Boléro” di Maurice Ravel, partitura con cui si sono cimentati moltissimi coreografi, qui nella nuova versione a firma di uno dei più brillanti coreografi italiani, Giuliano Peparini, già primo ballerino del Ballet de Marseille e storico collaboratore di Roland Petit, nonché coreografo per le più importanti compagnie di danza, in Francia, Russia, Giappone e Italia.
Lo spettacolo vede la partecipazione straordinaria dell’attrice Vanessa Gravina e la musica di Massimo Mercelli al flauto e Nicoletta Sanzin all’arpa.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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