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Fine anno è alle porte e come ogni anno si ripresenta la questione botti si o botti no! Per la notte di San Silvestro c’è chi spera che l’unico botto sia quello del tappo della bottiglia di spumante. Ogni anno a causa dei fuochi d’artificio col botto muoiono circa 5000 animali. Ma non dimentichiamo chi tra gli umani rimane ferito, a volte gravemente, per non dire peggio dalla brutta tradizione dei botti. Altro settore commerciale che ingrassa l’illegalità.

Quest’anno si aggiunge un’aggravante in più l’inquinamento che da due mesi soffoca non solo la solita pianura Padana, ma anche gran parte del resto d’Italia. I petardi, botti, fuochi d’artificio e simili è gravemente lesivo nei confronti di cani, gatti, animali domestici, selvatici ed uccelli. Nei gatti, e soprattutto nei cani, un botto crea forte stress e spavento tali da indurli a fuggire dai propri giardini e recinti, per scappare dal rumore a loro insopportabile, finendo spesso vittime del traffico o di ostacoli non visibili al buio.

L’uomo ha un udito con una percezione compresa tra le frequenze denominate infrasuoni, intorno ai 15 hertz, e quelle denominate ultrasuoni, sopra i 15.000 hertz. Cani e gatti, invece, dimostrano facoltà uditive di gran lunga superiori: il cane fino a circa 60.000 hertz mentre il gatto fino a 70.000 hertz.IMG_9705

Ogni fine anno si trasforma in un incubo per i nostri amici animali. Non solo per quelli che dividono la casa con noi. Gli uccelli, per esempio, sono così spaventati dal fragore da fuggire dai nidi e volare al buio, alla cieca, anche per chilometri, andando a sbattere contro muri o cavi elettrici. Quelli che riescono ad atterrare su un luogo più sicuro, spesso muoiono assiderati a causa delle rigide temperature invernali e alla mancanza di un riparo. Negli animali degli allevamenti come mucche, cavalli e conigli, le conseguenze delle esplosioni possono provocare nelle femmine gravide addirittura l’aborto.

Un simpatico slogan è lanciato da un gruppo antispecista Dauniaveg di Foggia: “No ai botti Si ai biscotti!”, per il bene di tutti, dicono i sostenitori dello slogan, nasce questa campagna di sensibilizzazione. Invitano il loro sindaco a predisporre un’ordinanza contro l’uso dei botti di capodanno e a compiere una scelta, magari sgradita e impopolare politicamente, ma sicuramente positiva e forte dal punto di vista culturale e civile: quella di vietare i botti di capodanno.

Nel frattempo alcuni colleghi sindaci hanno già emanato l’ordinanza, non tutti per sensibilità verso gli animali, ma per non peggiorare la situazione delle polveri sottili e inquinanti delle città. Enpa, Lav e Lipu: ringraziamo i numerosi Comuni che hanno detto no ai botti e lanciano un nuovo appello ai sindaci “ritardatari”. Per i trasgressori sono previste multe salate.

Il risultato raggiunto quest’anno, con il vero e proprio boom di ordinanze “salvanimali”, dicono Lipu, Lav e Enpa, rappresenta un traguardo importante, ma si può e si deve fare di più: il nostro obiettivo è quello di liberare il Paese da questa abitudine tanto inutile quanto dannosa. Anche per questo, ai primi cittadini che ancora non avessero preso provvedimenti al riguardo chiediamo, di seguire l’esempio dei loro colleghi più virtuosi e di dire basta una volta per tutte con i “botti”, assicurando un Capodanno il più possibile sereno e gioioso anche a uccelli, cani, gatti & Co.

Iniziamo l’anno nel miglior modo possibile, non possiamo essere felici se chi amiamo non è felice: No ai Botti, si ai biscotti!

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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