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L’idea era venuta prima che una serie di incidenti funestassero, sulle acque del lago più esteso d’Italia, le cronache benacensi diluite nel tempo, contraddistinto, nella sua corsa, anche da quando il motore dei natanti aveva cominciato a farla da padrone.

In tale diluizione temporale, sempre in avvicendamento, per alcuni giorni aveva occupato la scena pure l’idea di bandire le imbarcazioni a motore dal lago di Garda, come testimonia “Bresciaoggi” del 20 luglio 1979, mediante un articolo pubblicato a firma di Sandro Pellegrini: “Garda: già depositate cinquemila firme (tutte veronesi) contro i motoscafi. Un nucleo anti-motori a Toscolano. I partiti pro e contro il divieto. Dopo le molte parole, sembra proprio che la legge di iniziativa popolare, stia, sulla sponda veronese, andando in porto. Le 5000 firme richieste sono state raggiunte in questa ultima settimana ed il gruppo di opinione che ha portato avanti l’operazione si appresta ora a depositare il tutto alla sede di Venezia della regione. La stessa azione dovrebbe prendere il largo in questi giorni anche sulla riviera bresciana: un primo nucleo è sorto a Toscolano Maderno con l’adesione di giovani provenienti da tutti o quasi i centri della riviera. Il documento di questo movimento di opinione è lo stesso di quello veneto: difesa del lago dagli idrocarburi, difesa della quiete e dell’incolumità dei villeggianti e delle stesse popolazioni locali; accanto a questo nucleo si dovrebbero schierare quanto prima il “WWF” di Salò ed il “Garda vivo” che ha, nel professor Giuseppe Spinelli, il responsabile, il quale, già in altre occasioni si è espresso per l’abolizione della navigazione privata a motore. Sul fronte politico, c’è intanto da segnalare la presa di posizione, questa volta chiara, del PSI (Partito Socialista Italiano) bresciano, e di altri, come il Partito Comunista che, sulla sponda veronese, nei consigli comunali di Malcesine, San Zeno, Garda e Lazise, ha deciso di promuovere un ordine del giorno da presentare successivamente al Consiglio regionale. In casa democristiana, manca una posizione precisa ed ufficiale, anche se, ad esempio, il sindaco di Lazise, Scienza, fu il primo nel ‘77, a rispondere in modo favorevole, al primo cittadino di Malcesine, il socialista Furioli, che propose l’alt ai motori sulle acque gardesane. Franco Parisi, assessore democristiano del Comune di Brenzone, così si esprime “per una regolamentazione seria, anche perché i problemi che provocano i motori sono essenzialmente due: quello della sicurezza nei confronti dei bagnanti e quello dell’inquinamento. Il primo punto, è facilmente superabile, con la ferrea applicazione della norma che vieta ai motoscafi la navigazione a duecento metri dalla riva; per l’inquinamento – è sempre Parisi che parla – ci sono cause ben più gravi, ad esempio, gli scarichi dei detersivi e delle fognature”. Ed aggiunge: “Il problema non è comunque risolvibile nel giro di pochi mesi, occorrono più anni ed in futuro non è escluso che si possa programmare anche il divieto per i motoscafi più grossi. Sulla sponda bresciana, Luciano Galloni della direzione provinciale del Partito Repubblicano e Presidente del Circolo della Vela di Gargnano dice: “Togliere del tutto la possibilità di circolare è assurdo dal punto di vista democratico e politico, limitarlo è certamente più “corretto”, si dovrebbero vietare i “due tempi”, che sono i motori che maggiormente inquinano e quelli di notevole potenza. Tutto questo, naturalmente, in modo graduale, diluito nel giro di cinque-dieci anni. Galloni conclude: “La cosa più importante è quella dell’educazione dell’utente e, in qualità di presidente del circolo Vela di Gargnano, auspico che ci possa essere una riscoperta della vela, come in Francia, ad esempio, dove è sport popolare e di massa”. Dopo i partiti ed i movimenti di opinione si attende la reazione dei lavoratori del lago, i pescatori, ad esempio. Anche i motoscafisti fanno sentire la loro voce: uno dei tanti (afferma) – riconosco che esiste dell’inquinamento causato dai motori, ma in massima parte questo viene provocato dai piccoli motori a due tempi che lasciano un residuo oleoso, ma con le fabbriche e con gli scarichi civili come la mettiamo? – Un interrogativo che pende sulle teste dei nostri amministratori. Certo che, se saranno drastici con i motori, – ha sottolineato qualcuno – in egual misura lo dovranno essere con tutte le altre cause di decadimento ed inquinamento del nostro lago. Questa sera, infine, presso la biblioteca comunale di Maderno, si terrà una riunione: all’ordine del giorno una costituzione del comitato per la raccolta delle firme sulla sponda bresciana a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare contro la circolazione dei motoscafi sul Garda: insomma, il bis di quanto hanno già fatto i veronesi”.

Come sia andata a finire, tale iniziativa popolare, è sotto gli occhi di tutti. Pare che imbarcazioni a motore sfreccino ancora, in lungo ed in largo sul Garda, in un numero ingente ed a tutte le ore. (Norme di navigazione al Lago di Garda • Boat Garda ) Limitato allo spicchio lacustre trentino, con le pittoresche località di Riva del Garda, Nago e Torbole, il divieto di circolarvi per i motoscafi, mentre, anche per le caratteristiche del luogo, sembra che le vele abbiano molto da ricevere, dalla zona, animata da frequenti venti possenti.

A margine dello stesso dibattito di poco più di un quarantennio fa, nel quale ci si interrogava sull’opportunità dell’introduzione di un divieto per la navigazione a motore sul Benaco, ravvisandolo anche per motivi di un convinto contrasto all’inquinamento, era stata editorialmente utilizzata, dall’accennata stampa di “Bresciaoggi”, un’immagine di repertorio, dai gonfi drappeggi pendenti dagli alberi maestri, significativa di una monumentale regata velica, messa in prima pagina sul giornale, per introdurre l’argomento in questione.

In quei giorni estivi, tale realtà sportiva si accompagnava ad un’altra tipica modalità agonistica, anch’essa vissuta sulle acque lacustri, rivelandosi giornalisticamente nei suoi sviluppi per via dell’informazione a questa dedicatale da parte dell’eclettico e sempre attento cronista, storico, saggista e scrittore, Tullio Ferro che, il 23 luglio 1979, dedicava, ancora su “Bresciaoggi”, un suo “pezzo” alla quinta competizione a remi “delle Bisse”, suddivisa in più tappe, su varie giornate, pubblicandolo, fra l’altro, con il titolo: “Desenzano: folla sul lungolago per la quinta regata. Altra ipoteca per la Paloma sul palio delle bisse 1979. L’equipaggio di Torri ha vinto anche ieri una batteria davanti agli irriducibili vogatori della Villanella di Gargnano: l’altra “manche” alla Betti di Cassone – Sfortunati i desenzanesi. Una manifestazione ricca di tradizioni e di storia”.

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