Ghedi, Brescia. L’ipotesi, quasi certa, di una nuova guerra in Libia ha messo in azione istantanea il mondo del pacifismo e non solo. In un batter d’occhio sono stati organizzati flash mob e manifestazioni. Sabato 12 marzo dalle ore 14 “Donne e uomini cotro la guerra” organizzano un presidio-concerto davanti alla base militare di Ghedi.

Come inizio del comunicato gli organizzatori antepongono l’articolo 11 della Costituzione: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali –

– Ecco, partiamo proprio da qui, dalla nostra Costituzione Repubblicana –  ci dice Gianna di “Donne e uomini contro la guerra” – ricordandoci che  l’Italia è già un paese in guerra in spregio al dettato costituzionale –

Secondo gli organizzatori: “l’Italia viola costantemente le sue stesse leggi come la N. 185 del 1990 che vieta l’export di armi a paesi che sono in guerra, così come l’art. 51 della Carta delle Nazioni Unite. Nella nostra provincia, a Ghedi, abbiamo un arsenale nucleare spaventoso che vedrà l’arrivo a breve di bombe atomiche di nuova generazione, le B61-12, ancora più micidiali delle B61. Inoltre vogliamo ricordare che l’Italia è al 12° posto nel mondo per le spese militari, con 80 milioni di euro al giorno, soldi tolti allo stato sociale”.

Il 12 marzo, dalle ore 14 in poi, a Ghedi si terrà un presidio-concerto davanti alla base militare. E’ la seconda manifestazione del gruppo pacifista in terra bresciana. Già sabato 5 marzo si è svolto un  Flash mob nel centralissimo corso Zanardelli a Brescia.

Chiedono partecipazione della cittadinanza civile e pacifica e in fondo sollevano preoccupazioni diffuse, poiché sinora gli interventi militari non hanno ottenuto l’effetto sperato. Il più delle volte si sono impantanati in guerre civili e focolai da dove è nato il terrorismo.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.