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Brescia – Una nuova sfida sta per vedere impegnate le Ong bresciane, MMI – Medicus Mundi Italia, SCAIP – Servizio Collaborazione Assistenza Internazionale Piamartino e SVI – Servizio Volontario Internazionale (che del progetto è capofila), insieme a MLFM – Movimento per la Lotta contro la Fame nel Mondo di Lodi, CBM Italia Onlus di Milano e Cassa Padana, con i giovani delle periferie di Nairobi, in Kenya, in un progetto finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, al via dal 1° aprile 2017.

L’obiettivo del progetto è di favorire l’inclusione sociale, sanitaria ed economica degli abitanti delle periferie di Nairobi, soprattutto quella dei giovani.

Il 60% della popolazione di Nairobi vive negli slum. In questi insediamenti non regolamentati, all’alta densità abitativa si affiancano le condizioni di povertà e di cronica vulnerabilità. Il sistema fognario è inesistente e le conduzioni idriche sono precarie. Gli slum sono spesso colpiti da alluvioni, espropri e sfratti.

La situazione è particolarmente critica nella periferia est, che comprende i cinque slum a cui si rivolge il progetto. Lì il 49% dei giovani (dai 15 ai 24 anni) è disoccupato e prevale l’economia informale, che contribuisce a uno sviluppo urbano senza regole e all’aumento della disuguaglianza e della corruzione. Inoltre, rispetto alle aree rurali e urbane extra-slum, la percentuale di HIV+ è doppia (12% contro il 5/6%) e gli indici di mortalità infantile e malnutrizione cronica dei bambini sono più elevati (47% contro una media nazionale del 26%). Lo stigma e la discriminazione sociale verso le persone HIV+ e i minori disabili è molto forte. Per questi la qualità dei servizi educativi è carente, la povertà e le barriere economiche rendono inaccessibile il costo delle cure e l’accesso ai servizi riabilitativi.

Il circolo vizioso della povertà e della violenza incide poi sull’istruzione: si aggravano i problemi psicosociali, la scuola viene abbandonata e l’unica risorsa resta il lavoro informale.

Il progetto “No One Out! Empowerment per l’inclusione giovanile negli slum di Nairobi” lavorerà per il rafforzamento di alcune ong kenyote e si impegnerà per il miglioramento dell’inserimento sociale ed educativo dei bambini, dei ragazzi disabili, dei giovani e delle donne sieropositivi tramite attività di formazione a ragazzi, genitori e insegnanti.

Nello specifico, dal punto di vista socio-sanitario verranno rafforzati i servizi di pre e post-counselling per l’HIV, l’assistenza e il supporto psico-sociale e l’accompagnamento dei giovani ai servizi sanitari già esistenti sul territorio, a cui essi non si avvicinano spontaneamente.

Ai giovani verranno inoltre proposte attività di formazione professionale e avvio di micro-imprese, aiutate dall’accesso al credito.

Cassa Padana si occuperà di fare capacity building a alle ONG IECE  e WOFAK per la gestione dei fondi rotativi di microcredito in kind e in cash, focalizzandosi sulla diffusione del finanziamento ad attività generatrici di reddito che includano giovani, donne, sottoccupati, disabili e HIV+ positivi.

Il progetto, della durata complessiva di tre anni, mira a coinvolgere oltre 50.000 beneficiari diretti. Si tratta di un progetto ambizioso, che fra l’altro rappresenta un primo banco di prova per No One Out, la Onlus nata da una joint venture tra MLFM, MMI, SCAIP e SVI, per rispondere a chi vive ai margini, alle periferie, contribuendo a risolvere le problematiche e le ingiustizie che conducono al degrado sociale e ambientale, in Italia e nel mondo.

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