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Parma. Alimentiamo un futuro sostenibile è il motto per Parma 2020 – Capitale Italiana della Cultura, la Fondazione Barilla presenta la mostra: “Noi, il cibo, il nostro Pianeta: Alimentiamo un futuro sostenibile”, presso la galleria San Ludovico Borgo Parmigianino, 2, dall’11 gennaio al 30 aprile. Un percorso interattivo che arricchisce ulteriormente il programma educativo “Noi, il cibo, il nostro Pianeta”.

Parlare di cultura, infatti, significa coltivare nuove conoscenze. Per questo Fondazione Barilla si impegna a far crescere una maggiore comprensione del concetto di sostenibilità e del senso di urgenza che deve spingere ad affrontare i paradossi globali del cibo. Questa è l’unica premessa possibile per trasformare in modo sostenibile il nostro sistema alimentare.

La soluzione è nella cultura. Il saldo del Pianeta è in rosso, perché stiamo consumando più risorse di quelle che la Terra riesce a rigenerare. Non c’è più un minuto da perdere e l’unica strada possibile è quella di aumentare la consapevolezza di questa emergenza e contribuire attivamente.

La mostra esperienziale “Noi, il cibo, il nostro Pianeta: alimentiamo un futuro sostenibile” è organizzata per promuovere un senso di cittadinanza attiva e una crescente consapevolezza sull’importanza di uno sviluppo sostenibile che può essere raggiunto cambiando il modo con cui coltiviamo, produciamo e consumiamo il cibo.

Scopo di questa iniziativa è promuovere conoscenza e buone pratiche su cibo, persone e ambiente, per il futuro del Pianeta e per la salute dei suoi abitanti, attraverso il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile definiti dalle Nazioni Unite e alla base dell’Agenda 2030.

Per questa ragione, il percorso digitale e multidisciplinare proporrà aree interattive e immersive, conferenze tematiche di alto valore scientifico e soprattutto percorsi e laboratori dedicati agli studenti di tutte le età, che sono i protagonisti di questo cambiamento.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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