Cremona. “Cristina, Ester, Michele, Irene. Solo alcuni nomi di gente comune descritta in scene di vita ordinaria che all’improvviso si trova catapultata in un terribile incubo. Quindici racconti neri, quindici storie che nascondono il male che si annida dove meno te lo aspetti. Atmosfere di pericolo, di disagio e di paura fanno da sfondo alle vicende nelle quali anche il lettore potrà immedesimarsi, in un crescendo di suspense e di orrore.”

Niente paura è il romanzo “Noir all’improvviso” che Cecilia Lapova presenta, causa covid19, in diretta Facebook e sulla pagina e sul sito del giornale La Provincia mercoledì 8 luglio alle 17,30. Con la scrittrice ci saranno Paolo Regina, direttore artistico della rassegna e giallista di successo, e il caporedattore de La Parovincia Paolo Gualandris.

È giunto l’ultimo appuntamento di “Giallo a Palazzo” la rassegna di incontri con gli autori promossa dal quotidiano “La Provincia” e dalla Confcommercio, con il sostegno di Cassa Padana.

Milanese d’adozione e tedesca di nascita, Cecilia Lapova, lavora in una compagnia di assicurazioni ed è blogger per passione. Moderatrice per quattro anni del forum di Qlibri, ha fondato Contorni di noir, sito nel quale scrive recensioni di romanzi noir, thriller e gialli e realizza interviste. Ha intervistato dal vivo autori come Tess Gerritsen, Lee Child, Glenn Cooper, Joe R.Lansdale, Massimo Carlotto, Jonathan Coe. “Noir all’improvviso” è la sua prima antologia di racconti.

Scrive nella prefazione Marilù Oliva:

“Questo libro è un gioiello, un esordio strepitoso, perché – ponendo in successione quindici inquietanti tasselli noir – ci dà uno spaccato attendibile della nostra società, degli stati d’animo che ci agitano, delle paure più profonde che ci attanagliano, dei rancori e dei dispetti che ammorbano l’aria. E lo fa mettendo in scena personaggi che calzano a pennello nei ruoli stabiliti: da questi emergono, in ogni parabola, il lato oscuro degli uomini e quelle ombre talvolta così nascoste che soltanto quando escono allo scoperto rivelano la propria portata malefica. Ma a quel punto, ormai, è troppo tardi.”