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Gattatico, Reggio Emilia. C’erano anche le donne nella vicenda della famiglia Cervi, silenziose testimoni di tenacia e coraggio, un antifascismo lottato in silenzio ma senza mai arrendersi.

In occasione del 70° anniversario del voto alle donne e della Costituzione: Sabato 10 giugno alle ore 10, al museo Cervi, Sala Maria Cervi, “Sulla memoria ho costruito la mia salvezza morale”, il racconto di Maria Cervi 10 anni dopo. Con la partecipazione dell’onorevole Walter Veltroni.

L’iniziativa è l’occasione per presentare la ristampa del libro “Non c’era tempo di piangere” di Margherita Agoleti narrazione al femminile delle vicende della famiglia Cervi dal punto di vista di una delle vedove, madre di Maria Cervi.

Maria Cervi, la prima degli undici nipoti di Alcide Cervi, è stata un punto di riferimento per la trasmissione della storia e della memoria della famiglia Cervi, e nel processo di consolidamento della sua dimensione collettiva anche attraverso la trasformazione della casa originaria in luogo della memoria a carattere europeo.

A 10 anni dalla sua scomparsa l’Istituto dedica a Maria Cervi una iniziativa che partendo dal ricordo e restituendo una prima ricognizione e sistemazione degli attestati del suo impegno, intende anche collegare la sua personale esperienza al ruolo delle donne nei percorsi di costruzione della memoria collettiva, a partire dalle donne della Famiglia Cervi. L’iniziativa è parte del percorso di riflessione sulle donne in occasione del 70° anniversario del voto alle donne e della Costituzione.

L’intervento conclusivo è affidato all’On. Walter Veltroni, legato alla storia dell’Istituto Cervi, e in particolare alla testimonianza e al percorso umano

Il programma:
Saluti e introduzione Albertina Soliani presidente Istituto Alcide Cervi
Carla Nespolo vicepresidente Anpi Nazionale
Guido Mora segretario generale CGIL Reggio Emilia
Interventi di:
Laura Artioli storica, Anna Bigi Coordinatrice Donne ANPI RE, Consiglio nazionale Istituto Cervi e testimone e intervento conclusivo dell’on. Walter Veltroni. Coordina Paola Varesi.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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