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Orzinuovi, Brescia. La sera del 26 gennaio al centro Aldo Moro di Orzinuovi per la Giornata della Memoria la toccante recita teatrale “Non è stato il freddo la cosa peggiore”, uno spettacolo lettura-concerto a cura della compagnia Piccolo Parallelo. Ore 20,45 ingresso gratuito.

La lettura – concerto è basata sulle testimonianze dirette di due sopravvissuti ai campi di concentramento nazisti. La voce di Marco Zappalaglio, con le sottolineature musicali da composizioni originali di Marco Ravasio e accompagnamento al violoncello di Raffaella Matta, per la regia Enzo G. Cecchi. Il corpus centrale della serata è la letture di testi tratti dalle opere di Settimia Spizzichino, (Roma 1921-2000) e Pierre Seel (Francia 1923-2005).

Settimia Spizzichino, è stata l’unica donna sopravvissuta al rastrellamento ebraico del ghetto di Roma e attiva testimone della Shoah. Venne deportata insieme alla madre, due sorelle e una nipotina. Sue le parole del titolo della serata tratte dal libro Gli anni rubati: le memorie di Settimia Spizzichino, reduce dai Lager di Auschwitz e Bergen – Belsen. “ Alzando gli occhi vidi una sconosciuta, uno scheletro sparuto coperto di piaghe. Pensai: “Dio, com’è ridotta questa!” E portai le mani al viso. La sconosciuta fece lo stesso gesto. Allora capii con orrore che stavo guardando la mia immagine allo specchio. Non mi ero più specchiata da quando avevo lasciato la mia casa.Auschwitz

Pierre Seel, deportato francese e autore dell’autobiografia “Io, Pierre Seel. Deportato omosessuale”, tradotto in tedesco e in inglese con il significativo sottotitolo “La liberazione era per gli altri.” Grazie alla sua testimonianza oggi in Francia gli omosessuali, gli ex deportati e i partigiani ricordano insieme l’orrore.

“Quella mattina il comandante nazista annunciò un’esecuzione pubblica. Pierre, come tutti gli altri, era costretto a guardare. A tenere gli occhi aperti. Per non impazzire faceva finta che non fosse vero.Ma la pazzia non è facile da fregare. Un uomo venne portato fuori e Pierre lo riconobbe: era il suo amante diciottenne di Mulhouse. L’urlo nel cuore. Il silenzio dell’orrore. Le guardie del campo lo spogliarono degli abiti e posero un secchio metallico sopra la sua testa, quindi gli aizzarono contro i cani lupo addestrati che lo sbranarono fino ad ucciderlo. Pierre chiuse gli occhi.”

“ti porto via con me,
ti salvo io,
tu non sei lì…
tu sei con me, tra le mie braccia,
amato, desiderato, per sempre…”. Auschwitz

Altri testi sono tratti dalle deposizioni fatte al processo di Norimberga da Rudolf Hoess primo comandante del campo di concentramento di Auschwitz. A lui si devono la rapida costruzione del campo e l’impiego del gas Zyklon B nelle camere a gas per semplificare e velocizzare le uccisioni.

Le testimonianze porteranno gli spettatori nel cuore del dramma che sempre nasce dalla paura del “diverso” e che sembra tornare ad attanagliarci con esiti imprevedibili anche in questi ultimi tempi segnati da una crisi simile a quella che artigliò l’Europa tra le due Guerre Mondiali’’.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.