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Leno (Bs) – Nell’ambito del programma delle manifestazioni per la Fiera di San Benedetto, sono stati presentati i primi risultati e le novità emerse dalla campagna di scavo in corso sull’area del monastero benedettino fondato da re Desiderio, che confermano il sito archeologico bresciano come uno tra i più importanti a livello internazionale.

Ad illustrare le recenti scoperte il prof. Angelo Baronio, coordinatore scientifico della Fondazione Dominato Leonense ed il prof. Fabio Saggioro, dell’Università degli Studi di Verona, responsabile dell’indagine archeologica iniziata nel 2014 sotto la direzione della Soprintendenza per l’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Brescia.

Siamo molto felici dei risultati emersi nel corso della campagna di quest’anno” ha affermato il prof. Fabio Saggioro. “Dopo gli scavi del quadriennio 2014-2017, che hanno confermato la presenza nella zona nord di strutture connesse all’antico monastero di Leno e che raccontano la relazione dell’abbazia benedettina con l’abitato e l’ambiente circostante, quest’anno abbiamo insistito su una porzione di terreno dalla quale sono emerse strutture antecedenti all’abbazia, che sembrano legarsi all’antico cenobio e condizionare l’origine stessa del monastero.

Le prime ipotesi ci portano a pensare che si tratti di un grande edificio di oltre 200 metri quadri, costruito con tecnica in pietra, databile tra il VII e l’inizio dell’VIII secolo. Si tratta di un ritrovamento straordinario, unico in tutta Italia per quel periodo, che racchiude in sé una storia ancora tutta da capire, ma che ci fa ipotizzare che tale struttura possa arrivare ad estendersi per oltre 500 metri quadri. Si tratta di un edificio di ottima qualità ed è certamente ipotizzabile fosse appartenuto ad una famiglia d’alto rango: in un periodo storico in cui la totalità degli edifici era costruito con materiale ligneo, il ritrovamento di una struttura in ciottoli e laterizi legati con malta e terra è una scoperta davvero eccezionale.”

Le suggestioni provenienti dal sito di Villa Badia sono uniche” ha aggiunto il prof. Baronio. “Da una parte abbiamo le fonti archeologiche, come la tomba dipinta trovata nel corso degli scavi del primi anni del 2000 e le fondamenta di questo palatium che la campagna scavi in corso ci sta restituendo; dall’altra le fonti storiche, che raccontano del palazzo di re Desiderio e della figura di Radoni, protagonista delle vicende del regno ai tempi di Grimoaldo. Si tratta di informazioni preziosissime, tutte da comprendere e da studiare, ma che permettono di ipotizzare la presenza a Leno di personaggi di alto rilievo. Nessuna ipotesi, nemmeno la più suggestiva, dunque, è da scartare.”

Un caloroso ringraziamento è stato quindi rivolto ai responsabili della Fondazione Dominato Leonense per l’attenzione ed il sostegno offerto per la realizzazione dell’impegnativo progetto.

Il dott. Vittorio Biemmi, presidente della Fondazione (e di cassa Padana Bcc), ha confermato a sua volta la volontà di continuare a sostenere i programmi avviati, con l’obiettivo di completare la prospezione dell’area, che riserva ogni anno sorprese entusiasmanti.

Al termine della presentazione, i giovani archeologi che in questi anni hanno condotto lo scavo e sono ora impegnati a dar conto dei risultati acquisiti in una pubblicazione che vedrà la luce nei prossimi mesi hanno condotto il numeroso pubblico presente in una visita guidata al sito.

Lunedì pomeriggio, infine, il complesso cantiere degli scavi è stato visitato dal prof. Stefano Bruno Galli, assessore all’Autonomia e Cultura della Regione Lombardia. Complimentandosi con gli archeologi per il lavoro compiuto e gli importanti risultati ottenuti, ha voluto testimoniare il suo apprezzamento ai responsabili della Fondazione Dominato Leonense per l’opera svolta, garantendo la continua attenzione e il sostegno della Regione Lombardia anche per i programmi futuri.

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Marco Sacchi
Bresciano di origine e residenza, frequenta l’Università Cattolica del Sacro Cuore a Piacenza dove si specializza in Economia aziendale. Dal 2011 in forza presso la Fondazione Dominato Leonense di Leno, dove promuove la storia del Monastero benedettino “Ad Leones” e attività di promozione del territorio.

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