Sarezzo, Brescia. In Val Trompia Anna Mazzamauro torna in scena venerdì 9 marzo alle ore 21 al Teatro San Faustino con lo spettacolo “Nuda e Cruda”, dove esorta il pubblico a spogliarsi dei ricordi cattivi, degli amori sbagliati, dei tabù del sesso, a liberarsi dalla paura della vecchiaia, ad esibire la propria diversità attraverso risate purificatrici.

Uno spettacolo sagace e liberatorio, insolente e mite, audace e timido, ridanciano e impegnato che trova nei vari dislivelli emotivi l’energia teatrale e coinvolgente per magnetizzare il pubblico e condurlo all’interno dello spettacolo e all’interno di se stesso senza filtri inibitori, senza ombre protettrici.

Scrive Andrea Pietrantoni: “La Mazzamauro racconta di sé, della vita e degli esordi cinematografici, prendendo spunto dalla bruttezza. In proposito, risultano molto divertenti il ricordo dell’incontro fatale con Luciano Salce e quello con la truccatrice sul set. È una confessione pubblica, questa, in cui la protagonista si spoglia interiormente dei complessi, butta via la maschera, si prende in giro, perché l’autoironia è l’unica medicina, si libera di tutti quei pregiudizi borghesi ricevuti, da cui noi, ipocritamente, pensiamo di essere liberi e che invece, proprio a causa della loro sotterranea presenza, rendono questa confessione così forte, dura. Insomma, la Mazzamauro si mostra per ciò che è, come recita esemplarmente il titolo, Nuda e cruda.

La Mazzamauro, però, si spinge oltre il semplice racconto autobiografico: interpreta personaggi, canta e accenna qualche passo di danza. È qui che emergono, in modo evidente, la bravura teatrale e la profondità artistica della poliedrica attrice. In particolare, sono un pugno nello stomaco il personaggio della massaia a cui hanno ucciso la figlia, dedicato alla madre di Melania Rea, quello della devota che prega Maria, e il bellissimo episodio di una Magnani abbandonata che, in una scena notturna e casalinga, tenta di riconquistare al telefono il cuore ormai lontano di Roberto Rossellini.”

Nuda e cruda di e con Anna Mazzamauro
regia Livio Galassi
musiche originali Amedeo Minghi
pianoforte e Chitarra Sasà Calabrese
costumi Dario Barbero, Graziella Pera e Agostino Porchietto
fonico di Compagnia Pietro Malatesta
produzione Stefano Mascagni e A.C.T.I. Teatri Indipendenti

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.