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In viaggio dal Paraguay all’Argentina – Come moderni pellegrini lasciamo Asunción del Paraguay e ci avventuriamo in un on-the-road degno dei viaggiatori piú coraggiosi attraversando il paese verso sud.

Fotogrammi di Argentina iniziano giá ad apparire mentre percorriamo diligenti la Ruta Nacional 1 verso Encarnación: una litania di mucche e campi, campi e mucche, si alterna alle grandi estensioni di terra svendute ai produttori di soia del Brasile. Incrociamo pochissime auto sulla nostra strada, nonostante questi luoghi siano mete gettonatissime dei vacanzieri estivi paraguaiani.  Unico compagno di viaggio il cielo azzurro costellato di nuvole bianche.

Ad Encarnación attraversiamo il Paraná ed è subito Argentina.  La provincia di Misiones prende il nome dalle missioni costruite come cattedrali nella selva a partire dal XVII secolo dalla Compagnia di Gesú nel tentativo di evangelizzare gli indios Guaraní, in una regione che oggi comprende nord dell’Argentina, sud del Brasile e del Paraguay.

Lo scopo del nostro viaggio è visitare due giunte promotrici di casse di credito cooperative della provincia, le quali hanno giá fatto domanda al Banco Central de la República Argentina per costituirsi in casse e sono in attesa, una da quasi un anno, dell’autorizzazione.  Nel conoscere i membri delle giunte promotrici, una ad Aristóbulo del Valle, l’altra a Jardín América, ci colpisce la grande consapevolezza di questa gente della necessitá di un’entitá finanziaria locale per riuscire a rispondere in modo adeguato ai bisogni di un territorio.

Di fatto, Misiones è una delle province argentine che, a suo tempo, ebbe il maggior numero di casse di credito e la cultura cooperativa é ancora molto radicata. Le giunte promotrici sono infatti costituite per la maggior parte da cooperative di produttori di yerba mate e legname e cooperative che forniscono servizi pubblici come acqua, gas, internet, che hanno potuto contribuire al capitale iniziale delle casse attraverso la donazione di un peso da parte di ognuno dei propri soci. Qui le radici guaraní e indigene sono ancora vive, come nel caso della Piporé, produttrice di yerba mate e socia della cassa di Jardín América, il cui nome significa “impronte di mani e piedi”, quelle che lasciavano nel fango i guaraní che scappavano dalla schiavitú portoghese attraversando i fiumi.

Conoscendo chi sta ricostruendo dalle sue fondamenta e in modo concreto le casse di credito cooperative argentine, ci ritorna alla mente l’Italia di decenni fa ed é lampante il grande potenziale che questo paese sudamericano ha davanti a sé: capiamo che anche le poche banche commerciali che hanno filiali in questi avamposti estremi dell’Argentina potrebbero cambiare il loro modus operandi con un po’ piú di concorrenza, come accadde in Italia quando nei piccoli paesi iniziarono ad apparire le casse.

Allora le banche commerciali smisero di raccogliere solamente il risparmio nei piccoli centri per portarlo nelle grandi cittá e all’estero e iniziarono a dare prestiti. Portatrici di questo cambio furono proprio le casse rurali. Nulla vieta di pensare che possa succedere lo stesso in Argentina.

Certo, in un paese in cui le persone vivono nella perenne paura di svegliarsi con un sistema finanziario fallito, o istituzioni democratiche fallite, o tutti e due, in un paese in cui il modo piú economico per ottenere un finanziamento é non pagare le tasse, il cambio culturale su cui lavorare è grande. Ma siamo convinti che qui ci siano le condizioni giuste perché questo possa avvenire e ribadiamo che Cassa Padana, assieme al movimento di credito cooperativo italiano, sono pronte a dare una mano.
Ora bisogna lavorare sodo, rafforzare la base sociale e creare delle casse di credito forti e sane, perché queste saranno le prime casse del paese e devono essere esempi eccellenti. Nelle loro mani c’é la possibilitá di cambiare le dinamiche territoriali non solo della provincia di Misiones ma dell’intera Argentina.

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