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Cremona. Terminato l’importante opera di consolidamento strutturale, sono state riaperte al pubblico le due sale del ‘900 della Pinacoteca: un ulteriore intervento sul Museo Civico “Ala Ponzone” di particolare significato nell’anno in cui Cremona dedica la sua programmazione culturale proprio al secolo scorso. Nei due ambienti, che si trovano al secondo piano di Palazzo Affaitati, si era infatti verificato il distacco di alcuni elementi del solaio con danneggiamento del controsoffitto che li aveva così resi inagibili.

Grazie ai lavori compiuti, i visitatori della Pinacoteca possono così nuovamente ammirare altre collezioni d’arte che completano l’offerta del museo Ala Ponzone. Le opere realizzate si inseriscono nel piano degli interventi strutturali che l’Amministrazione comunale sta portando avanti sui Musei Civici, in particolare con la riqualificazione degli spazi dell’ex Museo stradivario dove troveranno sede l’Informagiovani e il Centro Fumetto, trasformando Palazzo Affaitati, con Pinacoteca, Museo di Storia Naturale e Biblioteca Statale, che diventerà un vero e proprio Polo della cultura, dello sviluppo e dei giovani.

Le sale ora riaperte contengono una interessante rassegna di pittura cremonese, ma con eccezioni anche lombarde e italiane, tra Otto e Novecento. Dalle opere degli artisti cremonesi attivi in età postunitaria emerge con chiarezza la stretta derivazione dalla cultura figurativa maturata presso le accademie. Giulio Gorra (1832-1884) si afferma per le sue eminenti doti di paesaggista, mentre Giovanni Bergamaschi (1828-1903) è la personalità più significativa del secondo Ottocento locale.

L’intervento ha comportato la realizzazione di una particolare controsoffittatura, è stata poi effettuata una revisione delle luci e dei sistemi di vigilanza, oltre alla pulitura e alla ritinteggiatura delle sale. Un insieme di opere da 40mila euro, somma che comprende anche l’allestimento permanente della Sala della Vittoria Alata al Museo Archeologico di San Lorenzo – attualmente in corso – cofinanziata al 50% da Regione Lombardia sul bando denominato Interventi urgenti di valorizzazione dei beni culturali lombardi.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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