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oceano mareOceano mare raggiunge la maggiore età, son passati infatti diciotto anni fa da quando la penna di Alessandro Baricco ha dato alla luce questo libro.

Il romanzo è un insieme di storie, tutte legate al tema del mare, che solo nelle ultime pagine si scopre essere intrecciate fra di loro. Ciò che colpisce di più, in Oceano mare, è l’utilizzo delle parole e la distribuzione del testo nella pagina. In alcuni punti la prosa si fa quasi poesia, con l’utilizzo di lunghi spazi bianchi e quindi di intervalli di pause di riflessione nella lettura. Sembra di sentirlo, Baricco, recitare questo suo libro di fronte ad un pubblico. Le parole richiamano ai colori del mare d’inverno, come se ci immergessimo in una tavolozza di bianco, grigio e blu (tra l’altro la copertina dell’edizione di Feltrinelli non poteva essere più appropriata).

Nel complesso definirei questo romanzo come una piacevole sensazione, dove le parole ed i silenzi delle pause circondano il lettore, ed i personaggi, in un sottofondo musicale: il rumore delle onde, lo scroscìo della pioggia, il rumore del vento sulla spiaggia.

In questa estasi sonora la trama passa quasi in secondo piano.

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