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Ogni anno, in Italia, 4 donne su 10 lasciano il lavoro per prendersi cura dei figli e una mamma occupata su 2 utilizza il congedo parentale contro il 6,9% dei papà (dati Istat 2011).

Sono quasi 3 milioni e mezzo le persone occupate con figli che vorrebbero cambiare l’equilibrio tra lavoro fuori casa e lavoro di cura: il 7,5% sono mamme che dedicherebbero più tempo al lavoro extradomestico, ma crescono anche i papà che desiderano trascorrere più tempo con i figli.

Per informare e sensibilizzare i padri sui congedi dal lavoro retribuiti e coperti da contributi previdenziali, la Regione Emilia-Romagna lancia la campagna ‘Oggi ci pensa papà’, finanziata dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri.

“Puntiamo a diffondere il concetto di genitorialità estesa, di una cultura in cui entrambi i genitori si dedicano ai figli – spiega l’assessore regionale alle Politiche sociali Teresa Marzocchi – Il bambino è una dote della famiglia e anche i padri devono prendere in considerazione la possibilità di dedicargli del tempo”.

La campagna offre anche alcune indicazioni alle famiglie che accolgono un bambino per nascita, adozione o affido. Al tempo stesso, vuole contribuire al superamento dello stereotipo di genere che vede le donne come principali responsabili del lavoro di cura, ‘sollecitando’ i padri a includere nelle proprie funzioni genitoriali anche la piena quotidianità dei figli.

Il congedo parentale, obbligatorio o facoltativo, è stato introdotto dalla legge 92/2012 (‘Disposizione in materia di riforme del mercato del alvoro in una prospettiva di crescita’), ma è ancora poco utilizzato.

Il primo consiste nella possibilità, da parte dei padri dipendenti del settore privato, di avvalersi entro i primi 5 mesi dall’arrivo del bambino di un giorno di congedo obbligatorio completamente retribuito e coperto da contributi previdenziali, riconosciuto anche se uno o l’altro genitore decidono di usufruire delle altre forme di congedo previste.
Per utilizzarlo è sufficiente comunicare per iscritto al datore di lavoro la data scelta, con almeno 15 giorni di anticipo.

Il congedo facoltativo, invece, può essere richiesto da un padre dipendente del settore privato e sempre entro i primi 5 mesi dall’arrivo del bambino. In questo caso le giornate sono 2, sempre retribuite e coperte da contributi previdenziali, a patto che la mamma non utilizzi per sé le stesse giornate di congedo. Anche in questo caso la scelta deve essere comunicata per iscritto al datore di lavoro con 15 giorni di anticipo indicando le date stabilite e, a entrambi i datori di lavoro, la rinuncia al congedo per quelle giornate fatta dalla madre.

 

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Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.

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