Tempo di lettura: 2 minuti

Brescia. “Solo quando il Nord si è riempito di rifiuti, si è cominciato a mandarli al Sud” Le parole sono di Nunzio Perrella, esponente della camorra, ex boss del rione Traiano a Napoli, ora pentito, che sarà presente con il giornalista Paolo Coltro a Brescia alla libreria Feltrinelli Libri in corso Zanardelli 3, venerdì 17 febbraio ore 18 per la presentazione del libro “Oltre Gomorra, i rifiuti in Italia”.

Presentare il libro a Brescia non è banale. Negli ultimi anni sono emersi dalla terra bresciana dascelte sostenibiliti sconvolgenti sui veleni interrati sotto la città e la provincia. Da far invidia alla così detta “terra dei fuochi”.
Un argomento che è stato trattato, con una grande partecipazione di pubblico, alla Fondazione Dominato Leonense nella rassegna “Scelte sostenibili” in corso in queste settimane.

Ospiti sono stati Marino Ruzzenenti, coordinatore del tavolo Basta Veleni a Brescia, e don Fabio Corazzina del Movimento Pax Christi. Si è parlato delle discariche bresciane, PCB e molto altro, un incontro che ha evidenziato di come le terre bresciane siano le più inquinate d’Europa.

Oltre Gomorra, nelle librerie dal 12 gennaio scorso, è il primo libro a tracciare la geografia dell’Italia avvelenata. Una vera e propria mappa delle aree in cui negli ultimi due decenni sono stati interrati e conferiti, illegalmente, tonnellate e tonnellate di rifiuti speciali.oltre gomorra

La vera storia di come tutto cominciò, anche in quel lembo di terra che segna il confine tra la Lombardia e il Veneto. Ma anche la prova provata di come chi aveva il potere di intervenire non fece niente per impedire che il maggior stupro all’ambiente si perpetuasse nel tempo.

Tra il giugno del 1992 e l’aprile dell’anno successivo Nunzio Perrella, esponente di spicco dell’omonimo clan camorristico attivo nella periferia occidentale di Napoli, aveva svelato tutto ciò che c’era da sapere sugli interramenti e sul criminale traffico di rifiuti in Italia. In decine di ore di registrazioni e in più di cento pagine di verbali aveva spiegato come e perché fosse stato possibile trasformare in oro l’immondizia.

A conferma del suo incredibile racconto, l’uomo che aveva portato con mano la camorra ad infiltrarsi nella filiera dei rifiuti, fornì un lungo elenco di nomi, circostanze, località e metodi di smaltimento (legali e illeciti) di milioni di tonnellate di scarti industriali altamente pericolosi. Magistratura e forze dell’ordine avevano a disposizione un quadro ben preciso del patto scellerato posto in essere da industriali senza scrupoli, imprenditori al di sopra di ogni sospetto e camorristi, con la silente complicità di politici e amministratori locali inseriti nel libro paga dei clan.

Ma per quasi un quarto di secolo non è successo praticamente nulla. E ad accorgersene per primo è stato l’ex colletto bianco della camorra, che a distanza di venticinque anni dall’inizio della sua collaborazione con la giustizia, afferma: “Per vent’anni ho visto coloro che avevo denunciato continuare a lavorare come prima e peggio di prima”.

CONDIVIDI
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *